Ombrina, ora ricorso al Tar

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Dopo la decisione della conferenza dei servizi al ministero dello Sviluppo di non accogliere la richiesta di sospensiva per Ombrina mare e la dura reazione del mondo non solo politico ma anche civile, colto di sorpresa, la delusione si sposta in consiglio regionale.

Dove è l’opposizione – che pure ha sostenuto le proposte legislative della maggioranza per fermare il progetto delle trivellazioni nell’Adriatico – a mettere sotto accusa il governo nazionale, ma soprattutto a evidenziare gli errori strategici fatti da quello regionale, accusato di mancanza di coerenza, come ha rimarcato stamattina in aula il capogruppo di forza italia Lorenzo Sospiri, per il quale a Roma, al Mise avrebbe dovuto andarci il presidente D’Alfonso e non il vicepresidente Lolli.

E così, mentre per il consigliere forzista Mauro Febbo i margini di manovra adesso sono pochissimi per bloccare i petrolieri, per il Movimento 5 stelle una strada ancora c’è: quella della legge di iniziativa alle Camere per modificare e in parte abrogare l’articolo 35 del decreto sviluppo, con cui viene di fatto autorizzato l’intervento petrolifero nel mare Adriatico. Invita ad avere fiducia nella forza della compattezza della Regione nei confronti del governo, il consigliere del Pd Camillo D’Alessandro.

Assente oggi in consiglio il sottosegretario della Regione con delega all’Ambiente Mario Mazzocca, a casa con l’influenza, per il quale “il governo ha infranto due leggi regionali”.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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