Gender: arcigay Chieti contro risoluzione commissione sanità

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Gender: l’arcigay di Chieti contro la risoluzione della commissione sanità della Regione Abruzzo. “Imbarazzante analfabetismo etico, giuridico e scientifico”.

In una nota dell’associazione, diffusa a mezzo stampa, si legge: “L’analfabetismo giuridico, etico e scientifico della Regione Abruzzo imbarazza la nostra associazione e, crediamo, tutte le persone di buonsenso. Proprio due giorni fa abbiamo celebrato, anche in Abruzzo con ‪#‎svegliatitalia‬, una giornata all’insegna del riconoscimento giuridico dei diritti civili di tutti gli esseri umani ma, quasi negli stessi frangenti, in Regione, si andava scrivendo a più mani una delle pagine umanamente più imbarazzanti della storia di questa amministrazione”.

Tornando sulla cosiddetta teoria del gender, l’Arcigay di Chieti sostiene l’inopportunità di qualsiasi tipo di commento, poiché che fiumi e fiumi d’inchiostro e di gigabyte sono stati consumati nel tentativo di dar forma ad una teorica enigmatica che, per l’associazione, esisterebbe solo nelle menti dei detrattori di un mondo orientato al riconoscimento dei diritti di tutti gli esseri umani.

“La Regione Abruzzo, complici certi ambienti della religiosità fondamentalista, ci è cascata con tutte le scarpe e tiene occupate le aule delle commissioni col niente. Al mondo della scuola, piuttosto, dimostri la Regione Abruzzo di aver studiato. Lei per prima. Questa importante istituzione si presenta, invece, impreparata e arrogante alle interrogazioni. La risoluzione della Commissione Sanità meriterebbe un due: questo andrebbe detto agli studenti. Un due politico, umano, altrimenti sarebbe stato uno zero spaccato. L’art. 117, comma 2, lettera n, della nostra Costituzione stabilisce che sia lo Stato a dettare le “norme generali sull’istruzione”. Dunque la Regione ha impiegato il suo costosissimo apparato burocratico per esprimersi (peraltro vergognosamente) su un tema che non è di sua competenza costituzionale. Ancora peggio sarebbe se l’alunna Regione, studentessa virtuale, più che virtuosa, tirasse in ballo la legislazione concorrente, di cui al terzo comma del richiamato art. 117, poiché vorrebbe dire che si diletta a scrivere risoluzioni di principio su materie per le quali è chiamata a legiferare nel dettaglio. Insomma, una vera e propria mostruosità giuridica. Gli esponenti del PD che ieri, in così tanti, hanno sostenuto con noi, nelle piazze, la dignità di ogni essere umano, richiamino la Regione e la mandino dietro la lavagna: i ceci sono a sua discrezione. Faccia lo stesso il Movimento 5 stelle con il consigliere Ranieri. Questo, che certamente ha studiato meglio dei suoi colleghi la questione delle competenze costituzionali, denunciando l’inutilità della risoluzione della Commissione sanità, ha però ammesso di condividerla nel merito. Sara Marcozzi, anche lei in piazza con noi per i diritti, gli faccia leggere cosa dicono gli psicologi – loro sì che hanno studiato – che sul tema della teoria del gender parlano di vera e propria truffa”, conclude la nota.

L'autore

Anna Di Giorgio
Anna Di Giorgio nasce a Moncalieri (Torino), ma dall’età di quattro anni vive in Abruzzo. Ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti. Iscritta all’albo dei giornalisti dal 2002, è professionista dal 2010. Lavora per Rete8 dal 2005.

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