Abruzzo, legge su cannabis terapeutica è inapplicata

L’Abruzzo ha una delle normative  più avanzate in materia, eppure è proprio dall’Abruzzo che è partito il caso di Fabrizio Pellegrini, il musicista teatino arrestato perché coltivava cannabis ad uso terapeutico.

Dopo un’ampia mobilitazione popolare e politica, Pellegrini è stato scarcerato, ma l’eco non si è affatto spenta, anzi. Per Rifondazione comunista e per i radicali di Amnistia Giustizia e Libertà non è concepibile che la legge che consente di accedere alle cure con cannabis resti inapplicata. I due movimenti politici esprimono le loro motivazioni in una conferenza stampa convocata a Pescara, nella libreria Primo Moroni di via Quarto dei mille. All’incontro partecipano Maurizio Acerbo, membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista e promotore della legge abruzzese, e Vincenzo Di Nanna, segretario di AGL Abruzzi e difensore di Pellegrini.

“La mancata applicazione della legge regionale che consente la coltivazione della cannabis a scopo terapeutico – dicono i due esponenti politici – genera la conseguente impossibilità, per Fabrizio Pellegrini, di accedere alle cure. Questo stato di cose non è più tollerabile”.

Il servizio del Tg8:

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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