L’Aquila, ricostruzione: lo strano caso di via Roio in zona rossa. E i locali?

Arrivare davanti al proprio negozio per scaricare forni e macchinari vari e trovare l’ingresso sbarrato, così, dall’oggi al domani, senza alcun preavviso. E’ successo a Roberta Di Donato titolare della pizzeria Peperoncino, locale che dalla periferia riaprirà nella centrale via Roio, a piedi piazza Duomo.

Una di quelle strade che riassume in sé tutte le contraddizioni della ricostruzione, o meglio, di quello strano meccanismo di confusione, o forse di disinformazione che conduce tante volte la mano destra delle pubbliche amministrazioni a non sapere che cosa sta facendo la sua mano sinistra.

In un palazzo di via Roio interamente ricostruito da oltre un anno esistono già due locali, e diversi sono gli ingressi alle abitazioni private. Eppure la strada è stata inserita dal Comune nel perimetro della zona rossa. Eccetto il marciapiede. Il motivo? Sul palazzo incombe la pericolante cattedrale di San Massimo, il cui cantiere sia di messa in sicurezza che di ricostruzione sarebbe dovuto partire entro l’estate e, invece, è ancora tutto in alto mare.

Per questo, al ritorno dalle ferie, un funzionario del Comune avrebbe deciso – spiega il sindaco Pierluigi Biondi – di chiudere la strada. Eppure, quella stessa strada è rimasta aperta per anni, frequentatissima soprattutto durante l’estate e nei giorni della Perdonanza celestiniana.

E perché transennarla soltanto adesso – chiedono i gestori dei locali e i residenti – . Non era forse pericolosa anche prima?

Foto via Roio 2017 tratte da @fratellibacaro

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