Omicidio Jennifer: “Non gettate ombre su mia figlia” (intervista esclusiva al Tg8)

Omicidio Jennifer, “Non gettate ombre su mia figlia”. E’ il drammatico grido di dolore di Fabiola Bacci che con il figlio Jonathan chiedono che non sia infangato il nome di sua figlia Jennifer. La ragazza pescarese di 26 anni uccisa dall’ex fidanzato Davide Troilo di 33 anni, accusato di omicidio volontario pluriaggravato. La giovane venne uccisa a coltellate il 2 dicembre 2016 a Pescara.

Il 28 settembre prossimo si terrà la seconda udienza del processo per l’assassinio della giovane. I familiari di Jennifer ritengono che si stia cercando di gettare delle ombre sulla ragazza per per distogliere l’attenzione sulle responsabilità dell’omicida. La madre di Jennifer, Fabiola Bacci,  decide per la prima volta di rilasciare un’intervista in Tv e sceglie il Tg8 per tutelare l’immagine della figlia che, sull’inquietante scia di quanto é avvenuto in Salento dove i familiari del fidanzato killer della giovane Noemi Durini, hanno pensato bene d’infangare la reputazione della vittima, é divenuta oggetto, ultimamente, di considerazioni poco edificanti sul suo stile di vita:

“Jennifer era una ragazza dinamica e allegra che studiava e lavorava e non temeva sacrifici di nessun tipo pur di crearsi una posizione – ribadisce con forza Fabiola – ho deciso di parlare perché lei purtroppo non lo può fare più ed é sacrosanto da parte di una madre difendere in tutte le maniere una figlia anche se questa non c’é più.”

Intanto giovedì prossimo nuova udienza in tribunale, nella quale si dovrà discutere anche della richiesta di rito abbreviato per Davide Troilo, il 33enne accusato di omicidio volontario pluriaggravato per avere ucciso a coltellate, il 2 dicembre 2016 a Pescara, la sua ex fidanzata Jennifer Sterlecchini di 26 anni, oltre ad una perizia psichiatrica per lo stesso imputato, che sulla base di una perizia di parte, già depositata, sarebbe risultato “parzialmente capace di intendere e di volere al momento del fatto”. Lo ha deciso, nel tribunale di Pescara, il gup Nicola Colantonio che ha anche ammesso in qualità di parti civili la madre e il fratello della vittima, difesi dai legali Rossella Gasbarri e Roberto Serino, parti civili anche la Regione Abruzzo, il Comune di Pescara e all’associazione Ananke. Ma Fabiola in questi mesi non si é voluta arrendere al dolore, é diventata più combattiva che mai per portare avanti una battaglia al fianco di tutte le vittime di femminicidi. Venerdì sarà a Roma per incontrare una serie di familiari di vittime della furia dei propri compagni o mariti, tra questi anche il papà di Melania Rea, obiettivo quello di costituire un’associazione o un comitato per poter portare avanti con maggior forza determinate istante, intanto qualcosa già si sta facendo: una petizione per chiedere che si sblocchi in Senato la Legge che toglie la possibilità a chi si é macchiato di crimini di questo tipo, di ricorrere al rito abbreviato che, lo ricordiamo, prevede lo sconto di un terzo della pena e la cancellazione di tutte le aggravanti come quelle dei futili motivi, della crudeltà e del vincolo sentimentale:

“Chiediamo soltanto la certezza della pena – spiega ancora Fabiola – mia figlia, così come tante altre povere vittime, non tornerà più, ma chi é colpevole deve pagare il giusto. Lo so sarà dura perché servono 50 mila firme, ma noi non ci arrendiamo, questa legge, già approvata alla Camera, deve essere in tempi brevi approvata anche in Senato e su questo faremo sentire forte la nostra voce”

Su questo interviene anche il fratello di Jennifer, Jonhatan:

“Jennifer, purtroppo, non potrà usufruire di questa nuova legge – dice Jonathan – ma vogliamo che sia applicata in futuro, perché riteniamo profondamente ingiusto che simili assassini possano beneficiare di certe agevolazioni nemmeno fossero alla stregua di ladri di caramelle.”

 

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DEL TG8:

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