Carceri: “In Abruzzo il sovraffollamento non c’è più”

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“In Abruzzo non c’è più sovraffollamento nelle carceri”, lo ha detto il provveditore regionale, nell’ambito del protocollo d’intesa con la Comunità di sant’Egidio.

L’Italia è stata sanzionata pesantemente dall’Europa per le condizioni delle nostre carceri, ora l’andamento nazionale va verso un ridimensionamento del numero dei detenuti anche nelle case circondariali dell’Abruzzo. Lo sottolinea il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria d’Abruzzo e Molise, Maria Claudia Di Paolo, a margine del protocollo d’intesa, siglato stamani a Pescara, con la Comunità di Sant’Egidio. E proprio in virtù del ridimensionamento del sovraffollamento nelle carceri, si possono adottare meglio le iniziative intraprese per i ristretti anche grazie alla Comunità di sant’Egidio. Vicinanza, accoglienza, ascolto, ma anche iniziative concrete come generi di prima necessità e, per i detenuti che possono, gite e iniziative all’esterno del carcere. Perché andare a fare una gita, o una passeggiata, gesti quotidiani e banali, possono essere, invece, per chi viene privato della libertà per scontare una pena, motivo per sentirsi ancora parte della società all’esterno delle mura del carcere. Dal 2010 la Comunità di Sant’Egidio, spiega la responsabile del progetto Stefania Tallei, opera con i suoi volontari anche nelle carceri abruzzesi, per dimostrare vicinanza materiale e morale ai detenuti. Il carcere come riabilitazione, più che come repressione, per far sì che, una volta usciti, gli ex ristretti possano reintegrarsi nella società civile.

Il servizio del Tg8

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