Deposito TUA trasferito da Chieti a Pescara

Il Presidente della Società di trasporto pubblico TUA, Gianfranco Giuliante, spiega al TG8 i motivi alla base del trasferimento del deposito di Via dei Peligni da Chieti a Pescara.

Una struttura insalubre, piena di amianto dove non esiste neppure l’impianto di depurazione delle acque utilizzate per il lavaggio dei bus. Costata negli ultimi 40 anni 10 mila euro al mese e dove sono occupati poco più di dieci dipendenti. La scelta di trasferire il deposito da Chieti a Pescara, ha aggiunto il Presidente Giuliante è stata dettata oltre che dalla scarsa convenienza economica, dalla mancanza dei requisiti previsti dalla legge per continuare ad ospitare il personale. Contrarietà è stata espressa dai sindacati e dallo stesso sindaco di Chieti Umberto Di Primio che proprio stamani ha inviato una lettera al Presidente della Regione Marsilio ed al Presidente Giuliante per chiedere la sospensione dell’iniziativa.

LA DURA NOTA DI GIULIANTE:

Con gli anni le ambizioni di ognuno tendono inevitabilmente ad affievolirsi.
Trovo in ciò la giustificazione per affermare, qui ed ora, che ambirei conoscere chi è quell’idiota che, politicamente ed amministrativamente, ritiene di poter sostenere l’opportunità di mantenere in essere una “location” di 6350 metri quadri complessivi (di cui 2100 coperti e 4250 a parcheggio) su cui operano 13 unità lavorative fisse tra amministrativi e meccanici, che costa 100.000 euro annui (4 milioni di fitto pagati è la cifra attualizzata ad oggi dall’inizio della locazione) in presenza di amianto, priva di impianto di dilavamento e, per di più, strutturalmente inidonea per via dell’elevata pendenza e dei terrazzamenti conseguenti a tale criticità di morfologia del terreno.

Quando si riceve una comunicazione circa:

1) presenza di amianto;
2) assenza di impianti previsti per legge

e viene, per iscritto, evidenziata la necessità di limitare le attività lavorative cessando, nel contempo, quelle che offrono maggior profilo di rischio ambientale e/o di sicurezza, chiunque operi con scienza e coscienza nella PA deve essere conseguente.

Così come si dovrebbe evitare, sul territorio, l’esercizio della polemica sterile e priva di costrutto da parte di chi, istituzionalmente, dovrebbe, in primis, avere a cuore la salute dei lavoratori e la sicurezza ambientale del luogo di lavoro.

 

LA NOTA DI PRECISAZIONE DELLA FAMIGLIA GALLUCCI, PROPRIETARIA DELL’IMMOBILE

Le notizie riportate dai mass media sulla vicenda della eliminazione del distretto TUA di Chieti ci impongono talune opportune puntualizzazioni in merito a dettagli tecnici che da quanto ci è dato di leggere certamente sono sfuggiti o non sono stati correttamente riportati all’attenzione del Presidente Giuliante:

-il problema della copertura in eternit è stato eliminato, nel preciso rispetto della relativa normativa, da oltre venti anni e con una procedura complessa e costosa ad esclusivo carico della proprietà;

-il canone di locazione, già modesto al netto della imponente tassazione rispetto al reale valore dell’immobile e delle sue pertinenze, è stato oggetto di diverse rivisitazioni a favore dell’azienda Tua e da ultimo il canone ha subito una riduzione di oltre il 20%;

-il distretto è dotato di idonei impianti di depurazione;

-nel corso del quarantennio che ha interessato la locazione, l’assetto degli immobili locati e delle pertinenze è stato completamente stravolto per adattare il sito alle esigenze dell’azienda Tua ed oggi il rispristino sarebbe impensabile a causa dei costi elevatissimi;

– in questi anni, grandissima parte dei costi di manutenzione ordinaria piuttosto che straordinaria -ancorchè attività non dovute- sono stati sostenuta a cura e spese della proprietà.

Nel ringraziare sentitamente gli esponenti della politica locale per la saggia e tempestiva presa di posizione, in particolar modo il nostro Sindaco avvocato Umberto Di Primio, ancora una volta si ribadisce pubblicamente la massima disponibilità ad un costruttivo dialogo volto alla continuazione di un rapporto foriero di benefici anche per la città di Chieti, disponibilità che verrà manifestata nel corso di un incontro tecnico che auspichiamo avvenga al più presto con il Presidente della Regione Abruzzo ed i vertici dell’azienda Tua.

 

TAGLI AL TPL, SINDACATI INDICONO LO SCIOPERO – Intanto i rappresentanti sindacali in una nota hanno diffuso le modalità dello sciopero indetto per protestare contro le sub concessioni e dire no al taglio di 1,3 milioni di Km di Trasporto Pubblico Locale.

“Dopo l’incontro avuto con la Tua Spa lo scorso 26 luglio, le Organizzazioni Sindacali della FIT CISL e FAISA CISAL , si legge in una nota a firma di Alessandro Di Naccio della Fit Cisl e Luciano Lizzi della Faisa Cisal, denunciano l’aggravarsi delle croniche problematiche che affliggono l’Azienda. La TUA e l’In House sono a rischio. Si è resa pertanto indifferibile l’apertura delle procedure per lo sciopero”.

Spiega Alessandro Di Naccio, della FIT CISL : “l’Azienda continua immotivatamente ad indugiare sulle ristrutturazioni dei servizi commerciali sulla tratta Giulianova Teramo L’Aquila Roma e così stiamo perdendo 125.000 euro ogni mese. Addirittura si vogliono tagliare fino a 1,3 milioni di km di trasporto pubblico locale ai cittadini abruzzesi per coprire economicamente la linea in questione.  La strada più breve per rastrellare soldi, secondo la Tua Spa, è quella di peggiorare le condizioni dei dipendenti e dell’utenza e questo non è più accettabile. Solleviamo una questione rinviata da tempo: nel trasporto su gomma si attestano circa 300 mezzi fermi su un totale di 900 a causa di anomalie, guasti o deterioramento per un utilizzo eccessivo, cosa che genera disservizi e soppressioni quotidiane. L’attività manutentiva è ridotta sempre più al minimo ed è stata fortemente depotenziata con l’esternalizzazione presso società private. Con un parco macchine in condizioni così pietose sarà difficile garantire i servizi scolastici che riprenderanno a settembre.”

In primo piano, dunque, ci sono i problemi dei cittadini e dei lavoratori: “Sia nel ramo gomma che nel ramo ferro riscontriamo da anni il blocco del turn over. L’azienda non opera affatto una sana economia di gestione, mentre andrebbero incentivati pensionamenti e nuove assunzioni per abbassare il costo del lavoro” chiarisce Luciano Lizzi, Segretario Generale di Faisa Cisal.

“Si vuol fare cassa invece con l’affidamento in sub concessione di quasi 2 milioni di km che comporterà esubero di personale in molti territori. I lavoratori attualmente assegnati alle linee sub concesse saranno trasferiti obbligatoriamente in altre sedi, a discapito degli stessi e delle loro famiglie. Inoltre si va verso una riduzione dei rimborsi previsti per le trasferte, senza il rispetto del contratto nazionale e si trattengono al lavoratore risarcimenti fino a €4000 per un sinistro”.

E altri trasferimenti obbligatori saranno previsti da parte di TUA dopo il recesso dal contratto di affitto della sede di Chieti, senza aver preventivamente individuato un’altra sede aziendale nel capoluogo teatino. Già molti lavoratori sono stati interessati da questi trasferimenti obbligatori.

Nel settore del trasporto ferroviario la situazione è altrettanto precaria: “Il parco mezzi è ai minimi termini, si usano spesso treni a gasolio, poco confortevoli e poco rapidi. Nessun riscontro positivo per gli investimenti sulle infrastrutture e vi è persino carenza di mezzi per le squadre addette alla manutenzione lungo linea.” sottolinea ancora Lizzi. La FIT CISL e FAISA CISAL sono stanche di aspettare soluzioni che non arrivano. Alessandro Di Naccio e Lizzi Luciano esprimono gli intenti comuni delle due sigle sindacali: “Se la Dirigenza aziendale continuerà ad essere così distratta ed inefficace, non ci resta che procedere con lo sciopero. Questi sono problemi, concludono i due sindacalisti, che riguardano tutto il territorio abruzzese e trovare soluzioni adeguate sarà un bene per l’intera collettività e per gli oltre 1500 dipendenti di TUA.”