Rino Gaetano, l’amore per Pescara, il brano nato alla “Sirenetta”

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Rino Gaetano è stato legatissimo a Pescara. Qui, nacque una delle sue canzoni più belle. Il ricordo dell’amico Andrea Ledda, del quale fu spesso ospite a Radio 103 di Chieti, negli anni Settanta.

Andrea Ledda oggi è un medico affermato, andrologo e docente universitario ma la musica, quella no, non l’ha mai abbandonata. Il professor Ledda si trasferì dalla natia Sardegna in Abruzzo dove ha studiato alla Facoltà di Medicina dell’Università d’Annunzio. Ledda fu uno dei fondatori, assieme a Carlo Bonetti, di Radio 103 che trasmetteva da Chieti, una delle prime emittenti radiofoniche private della nostra regione e che ora appartiene alla storia passata della radiofonia abruzzese. Siamo stati nel suo studio medico di Pescara dove, tra un paziente e l’altro, ci racconta di un amico speciale: Rino Gaetano. Il cantautore calabrese stabilì con Pescara un rapporto privilegiato e strinse una solida e sincera amicizia con l’allora titolare e speaker di Radio103. Il professor Ledda è una fucina di informazioni tra pubblico e privato, dei cantautori che sono passati per la sua radio. Ci spiega che a Pescara negli anni Settanta, c’era una sede periferica della famosa casa discografica RCA.

Ricorda che il produttore di allora di Claudio Baglioni, mandava nel capoluogo adriatico le giovani promesse, i cantautori che dovevano farsi le ossa. Uno di questi fu proprio Rino Gaetano. Alla fine degli anni Settanta Rino fu spesso ospite di Ledda, anzi con lui si dilettava a co-condurre trasmissioni radiofoniche come quella famosa diretta di un’ora in cui Rino parlò a ruota libera di una delle sue canzoni più note “Ma il cielo è sempre più blu“. Gli ascoltatori teatini e pescaresi avevano imparato a conoscerlo anche dal punto di vista umano grazie ai suoi interventi radiofonici oltre che alle sue canzoni. A proposito dei suoi brani, Ledda ci racconta di com’è nata una delle sue composizioni più celebri “E cantava le canzoni“. Rino aveva conosciuto un emigrante allo stabilimento balneare “La Sirenetta” proprio vicino all’attuale Nave di Cascella, dove prima c’era il famoso Orologio dei Fiori. Gaetano si soffermava spesso a parlare con questo signore che metteva al juke box sempre la stessa canzone, raccontava a Rino della sua vita e di sua moglie, una certa Bice. Come non ricollegare alla luce del racconto del professor Ledda, il ritornello della canzone in dialetto pescarese: “E cantava le canzoni/che sentiva sempre a lu mare” e nel testo del brano è citata anche una Bice, nome della moglie del frequentatore dello stabilimento balneare che era solito colloquiare con Rino Gaetano.

“Persona di grande umanità, Rino, e di straordinaria cultura”, così ne parla l’amico Andrea Ledda. Ricorda le passeggiate insieme a lui per le vie di Pescara e l’interesse che Rino mostrava nei confronti dei Pescaresi veri, genuini, le persone semplici ma anche quelle più deboli, più sole. “Odiava i locali notturni frequentati dalla borghesia provincialotta capace solo di ostentare”, puntualizza Ledda. Poi ricorda un episodio particolare: l’esibizione di Rino Gaetano in un locale della costa, a Francavilla, pare, dove il cantautore si arrabbiò moltissimo perché gli avventori del locale continuavano a parlare tra loro non prestando ascolto all’esibizione di Gaetano che sbottò: “Aho, io so’ venuto qui per cantare e raccontarvi le mie storie ma vedo che siete più interessati a parlare delle vostre!”. A quel punto smise di cantare e assieme a Ledda, prese e abbandonò il locale. Ledda parla del rapporto vero che si stabili tra Gaetano e Pescara dove tornava spesso.

“Riservato, Rino”, ricorda il professore, “eppure anche i suoi silenzi parlavano. Avevo iniziato a conoscerli bene, bastava un suo sguardo per capire cosa volesse, cosa pensasse”. Ledda lo accompagnò anche fuori regione dove Rino si esibì in un concerto che ebbe come accompagnatore al pianoforte Riccardo Cocciante. Il medico, allora speaker radiofonico, ricorda che Gaetano fumava sigarette pesantissime perché “voleva la voce roca come Fred Buscaglione“, particolarmente amato e stimato da Rino. Il prossimo 2 giugno sarà l’anniversario della morte di Rino Gaetano, nell’incidente stradale a Roma, nel 1981, che mise fine alla vita e alla carriera del giovane cantautore, appena trentenne. Il professor Ledda fa notare coincidenze inquietanti con la morte di Fred Buscaglione, venti anni prima, sempre per un incidente stradale, sempre all’alba, sempre nella Capitale con un particolare in più, persino nella stessa zona.

Chiediamo ad Andrea Ledda quale sia il ricordo più bello che conserva di Rino, lui ci risponde: “Non lo si può descrivere, per comprendere Rino bisogna ascoltare le sue canzoni”. Come non ricordare il famoso Cantagiro del 1978 allo stadio Adriatico di Pescara: pubblico in delirio per “E cantava le canzoni”, interpretata con quell’aria un po’ stralunata e un po’ sbruffona e quei pantaloncini e quella maglietta così strani che tanta simpatia fecero ai suoi fan che cominciavano a conoscerlo bene e apprezzarlo. Poi arrivò Sanremo e la popolarità, il grande seguito. Nella fase, invece, meno creativa, soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita, Ledda ricorda Mogol,  il grande paroliere di Battisti, coniare qualche testo su misura che Rino abbinava alla sua musica. Incontri tra loro che avvenivano tra Pescara e Silvi, quasi sempre a passeggio sulla riviera, a contatto col mare.

Radio 103 a Chieti ospitò, oltre a Rino Gaetano, anche altri cantautori che si affermarono con successo: da Lucio Dalla a Ivan Graziani, ancor prima Gino Paoli, passando per Ernesto Bassignano e più recentemente per Grazia Di Michele che conduceva un programma sulla radio teatina seguitissima allora, non ultimo il lancio del nostro ‘Nduccio con la sua “Sott a la capanne”. Poi Ledda proseguì con gli studi, laureandosi in Medicina e Chirurgia con una brillante carriera, oltre 300 pubblicazioni al suo attivo, docenze universitarie e convegni internazionali. Ma la passione per la musica quella resta ed è stata trasmessa anche al figlio Pierluigi, ora ai vertici della prestigiosa “Ricordi” di Milano.

Chissà che Pescara non voglia ricordare Rino Gaetano magari con l’intitolazione di una via per suggellare quel rapporto speciale e un po’ magico tra Rino cantautore, personaggio e persona, e la città adriatica, con una prerogativa che Ledda sottolinea: Gaetano con le sue canzoni aveva precorso i tempi, riascoltandole sembra che le abbia scritte ora. Persino se si pensa “Al bar dello Sport“, brano che in pochi conoscono, precisa Ledda il quale parla non da biografo distaccato ma da amico di un artista vero e di una persona dalla grande umanità, sempre dalla parte degli “ultimi” che diventano i primi protagonisti nei suoi pezzi.

Ironia,  malinconia, disincanto e nello stesso tempo uno sguardo critico su parte della società di allora, quella che non perdona i deboli e li confina ai margini. Contro il potere arrogante e sempre aperto ai semplici, alla gente vera, agli onesti, ai lavoratori, ai puri. Così ne parla l’amico Ledda che conserva come un tesoro le musicassette di 40 anni fa, registrazioni delle trasmissioni radiofoniche da quella radio alternativa, con poche pretese ma che riuscì invece a conquistare tanti ascoltatori e a essere trampolino di lancio per diversi cantautori italiani. Così è stato per Rino Gaetano così legato a “lu mare” di Pescara tanto da farne una canzone e proprio il dialetto. Rapporto con Pescara e i Pescaresi che si rafforza sempre di più. Fino all’alba di quel 2 giugno del 1981, quando un tragico incidente stradale mise fine alla vita terrena di Rino. Non alla sua musica, non solo grazie alle note ma anche grazie ai ricordi degli amici veri, come Andrea Ledda, con le loro passeggiate per Pescara, alla ricerca di storie e volti da cantare e lungo il mare che Rino amava tanto.

Nel servizio del Tg che andrà in onda a breve, vi faremo ascoltare stralci della trasmissione di Radio 103 a Chieti, condotta da Rino Gaetano assieme all’amico Ledda. Una testimonianza audio esclusiva che il professore, amico di Rino vuole condividere, con i nostri telespettatori di una terra, l’Abruzzo con Pescara in particolare, in cui Rino Gaetano, si sentiva di casa. 

Nel video che segue, “E cantava le canzoni”, eseguita da Rino Gaetano allo stadio Adriatico di Pescara, in occasione del Cantagiro del 1978

 

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L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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