Rigopiano: sul luogo della tragedia, storie di vita in frantumi

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Una nostra troupe è tornata sul luogo della tragedia di Rigopiano, tra macerie e storie di vita andate in frantumi: cosa resta di quel maledetto 18 gennaio, quando la valanga uccise 29 persone.

Macerie, calcinacci, suppellettili, mobili, persino un pianoforte rimasto pressoché intatto, effetti personali, oggetti della quotidianità, un’auto capovolta: è quanto resta dell’hotel Rigopiano, spazzato via dalla valanga della morte, il 18 gennaio scorso. Luca Pompei e Luca Corneli, sono tornati sul luogo della tragedia per raccontare della devastazione dopo la valanga. Per la prima volta, una troupe televisiva entra all’interno di ciò che resta dell’hotel Rigopiano. Le immagini, esclusive, testimoniano storie di vita andate in frantumi. Sul posto, in punta di piedi per rispettare un dolore così profondo, una nostra troupe, assieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università d’Annunzio con i periti di parte civile e l’avvocato Wania della Vigna, legale della famiglia di Sara Angelozzi che con il marito, Claudio Bandini, poco più che quarantenni di Atri, ha perso la vita nella tragedia. La sciagura di Rigopiano costò la vita a 29 persone, 11 i sopravvissuti, tra i quali 4 bambini, salvati dai soccorritori. Ripercorreremo la vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l’Italia e il mondo, nella trasmissione “In Cronaca” a cura di Luca Pompei, con le immagini di Luca Corneli, in onda questa sera alle 21.30, su Rete8, con un’anticipazione nel corso dei nostri Tg. Le foto e le immagini che vi mostriamo di seguito, sono state realizzate questa mattina, a Rigopiano, e mostrano ciò che resta del resort di lusso, spazzato via dalla valanga. Lo scenario è reso ancora più inquietante dopo che la neve si è sciolta, mostrando un luogo di desolazione e silenzio quasi surreale. Difficile, per i familiari, tornare qui, perché tutto racconta di quel che è stato, un po’ come il relitto di una nave, dove il tempo sembra essersi fermato al momento della tragedia. Una tragedia, quella di Rigopiano, per cui c’è una inchiesta in corso. I familiari delle vittime chiedono di conoscere la verità, anche se di questa morte assurda che ha strappato alla vita i propri cari, sarà impossibile farsene una ragione.

IL VIDEO: IL TG8 TRA LE MACERIE DELL’HOTEL RIGOPIANO

Di seguito lo speciale di In Cronaca a cura di Luca Pompei

 

Dall’ANSA, la cronaca della tragedia 

C’erano 40 persone all’hotel Rigopiano il pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, quando una valanga si è staccata da 2.200 metri di quota e ha investito la struttura: 28 ospiti, tra cui 4 bambini, e 12 dipendenti. L’albergo è stato travolto da una massa di neve, alberi e detriti che aveva un fronte di 300 metri e una forza pari a 4 mila tir a pieno carico: quando i soccorritori sono arrivati, dopo oltre 12 ore, hanno trovato un mare bianco alto 4 metri; solo una piccola parte della struttura era visibile.

Al termine di una settimana di scavi e ricerche in condizioni proibitive, il bilancio finale è stato di 29 vittime e 11 sopravvissuti. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo: il primo era andato a prendere una medicina per la moglie in macchina, il secondo era appena entrato nel locale caldaia. Sono stati recuperati dagli uomini del Soccorso Alpino all’alba di giovedì 19 gennaio.

Dalle macerie i Vigili del Fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì 20 e l’alba di sabato 21 gennaio, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone, Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Sotto le macerie sono morti, invece, 15 uomini e 14 donne: Valentina Cicioni, Marco Tanda, Jessica Tinari, Foresta Tobia, Bianca Iudicone, Stefano Feniello, Marina Serraiocco, Domenico Di Michelangelo, Piero Di Pietro, Rosa Barbara Nobilio, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Sara Angelozzi, Claudio Baldini, Luciano Caporale, Silvana Angelucci, Marco Vagnarelli, Paola Tomassini, Linda Salsetta, Alessandro Giancaterino, Cecilia Martella, Emanuele Bonifazi, Luana Biferi, Marinella Colangeli, Alessandro Riccetti, Ilaria Di Biase, Roberto Del Rosso, Gabriele D’Angelo, Dame Faye.

La valanga sarebbe avvenuta circa dieci minuti prima delle 17, anche se la Procura – che indaga per disastro colposo e omicidio plurimo colposo – non ha ancora la certezza assoluta. L’avvocato della famiglia di Stefano Feniello ha infatti reso noto che il ragazzo aveva inviato l’ultimo messaggio ad una chat di amici alle 16.48: “stiamo ancora aspettando lo spazzaneve e non sappiamo se riusciremo a partire questa sera”. Sul cellulare non è mai giunta la risposta inviata da un amico alle 16.49 e ricevuta, invece, da tutti gli altri. Il primo allarme è invece delle 17.08 ed è la telefonata di Giampiero Parete al 118. Dalla centrale operativa provano a richiamarlo 31 volte, senza riuscire a contattarlo.

Alle 17.40 c’è invece la telefonata tra la prefettura di Pescara e l’amministratore dell’albergo Bruno Di Tommaso. Quando dalla prefettura gli chiedono come sia la situazione per capire cosa fosse successo, lui dice di essere stato “fino a mo’” in contatto con l’albergo tramite whatsapp, ma in realtà lo scambio dei messaggi era stato precedente alla tragedia. “Adesso abbiamo avuto una telefonata di una persona che diceva che all’hotel Rigopiano c’erano feriti per crolli, etc. Abbiamo una telefonata registrata alla nostra centrale operativa…tu hai notizia?” dice il direttore della sala operativa. E Di Tommaso risponde: “Ma certo che ho notizia, no no…io sono stato fino a mo’ in collegamento tramite whatsapp”. E’ questa incomprensione che ritarda la partenza della macchina dei soccorsi di almeno un’ora e mezzo. Le telefonate di Quintino Marcella, il datore di lavoro di Parete contattato da quest’ultimo, arrivano infatti tra le 18.03 e le 18.20 ma, proprio per quanto sostenuto dall’amministratore dell’hotel, gli viene risposto che è già stato tutto verificato. Solo alle 19:01, quando Parete riesce nuovamente a parlare con il 118, si metterà in moto la macchina dei soccorsi.

(Nelle foto di seguito, quel che resta dell’hotel Rigopiano)

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