Quando Piovene scrisse: “Pescara, città americana in Italia”

pescara11

“Pescara, città americana in Italia”, così nel suo “Viaggio in Italia” del 1956, lo scrittore vicentino Guido Piovene  descriveva la città adriatica.

Una città americana in Italia, in continua espansione e ipercinetica, così lo scrittore Guido Piovene, scriveva nel lontano 1956 visitando il capoluogo adriatico.

“Il mondo dannunziano resta, benché in frantumi, e appare con meno frequenza e con meno evidenza di quello leopardiano tra le colline delle Marche. A contrasto ne emerge il prodigio di Pescara nuova, uno dei fatti straordinari dell’Italia del dopoguerra. Dopo la guerra, infatti, questo grosso centro si è raddoppiato. La città nuova sulla costa a settentrione della vecchia, oltre il ponte sulla Pescara, sorse da una colonia di ferrovieri quando nacque la ferrovia; che, notiamolo di passaggio, avendo generato la città moderna, ne divenne la croce, perchè la taglia in tutta la sua lunghezza. Si pensa alle città del Far West, che sono appunto traversate dal treno. Ma anche nell’insieme Pescara è una città americana in Italia, col piccolo nucleo indigeno che in un angolo sopravvive. Si è sviluppata lungo il mare; continua a crescere; manca d’un vero centro, quel centro intorno al quale ruotano le città italiane. Può espandersi senza limite per addizioni successive, come Los Angeles. … la mancanza di un centro rende difficoltosa quella conoscenza reciproca, un po’ pettegola, che si forma in Italia dove tutti convergono in una piazza, una strada, un caffè, a parlare e a darsi spettacolo; ecco invece, unica in Italia, una città ribollente, confusa, in cui uomini e gruppi affluiscono, si addizionano, si accavallano come onde. Per un lato Pescara si può dire la più abruzzese delle città abruzzesi, per un altro lato è l’opposto della regione, di cui assorbe la linfa. … Con Pescara si ha il caso nuovo di un’emigrazione interna che ritrova il suo centro nella regione stessa. Gente di tutto l’Abruzzo scende a Pescara, Mecca e miraggio dei popoli di montagna”.