Pescara: partono lavori per forare la diga

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Sono partiti i lavori per il taglio della diga foranea di Pescara.

L’annuncio da parte di Enzo Del Vecchio, a capo dello staff del Presidente della Regione Luciano D’Alfonso. In azione i motopontoni e le altre attrezzature del cantiere per il taglio della foranea di Pescara. Alcuni mesi di lavori che consentiranno l’apertura della diga di 110 metri, poi ridotti a 70 metri con il posizionamento dei tetrapodi laterali. Nel frattempo è quasi pronto il progetto per l’allungamento dei moli. Si è iniziato a lavorare sulla diga dove si raggiungono i 10 metri di profondità.

Si tratta di un appalto da 3.5 milioni di euro ai quali si aggiungeranno a 15 milioni di euro del Masterplan per la realizzazione dei due nuovi moli guardiani. Due banchine della lunghezza di 400 metri che sostituiranno l’attuale molo nord. Saranno rimossi anche i trabocchi e risistemati sulla nuova banchina. Saranno tolti, come detto, i 70 metri della diga esistente. E’ prevista inoltre la realizzazione della barriera soffolta a nord della darsena commerciale in modo da evitare l’insabbiamento della darsena stessa. Grazie a questi lavori ha ricordato Del Vecchio, sarà garantita al porto canale di Pescara una profondità di 8 metri con una darsena commerciale raddoppiata e la possibilità di poter far ormeggiare anche navi da crociera. Partito, inoltre, pure il bando per le vasche di laminazionale, anti alluvione.

Si spera, col taglio della diga, di poter finalmente ovviare all’insabbiamento del porto canale che tanti problemi ha causato alla marineria per i bassi fondali e anche agli operatori commerciali con le navi che non potevano attraccare sulla darsena commerciale.

Intanto sui lavori di apertura della diga foranea il capogruppo di Forza Italia per il Comune di Pescara, Marcello Antonelli, fa sapere: “I lavori di apertura della diga foranea di Pescara hanno un unico grande, imbattibile, nemico: l’annuncite cronica del Governatore D’Alfonso e del suo braccio destro, ex vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio i quali, ancora oggi, dopo oltre tre anni di incredibili figuracce, continuano a sfornare date, somme, finanziamenti senza certezze, peraltro sparando a zero contro chi, invece, ha sempre invitato alla prudenza chiedendo al Presidente D’Alfonso semplicemente di non prendere in giro i pescaresi, come ha invece fatto. Stando alle pomposità del Governatore D’Alfonso oggi non solo la diga foranea doveva essere già aperta da almeno due anni e mezzo, ma addirittura dovevamo avere almeno sette nuovi moli e aver depredato del traffico passeggeri tutta la portualità Adriatica e invece così non è. La smetta il segretario del Governatore di parlare di aria fritta o di inventare scuse per coprire le evidenti lacune del Pd.
È stato lo stesso Governatore a inaugurare la stagione delle chiacchiere rassicurando la marineria circa l’inizio delle opere di sfondamento della diga già all’indomani del proprio insediamento in Regione. La prima data utile sarebbe stata fine 2014, poi slittata a maggio 2015, poi ottobre 2015, quindi gennaio 2016, con successivi rinvii trimestrali sino a dicembre 2016 quando addirittura è stata espletata la gara d’appalto per affidare i lavori quando il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici non aveva neanche ancora approvato il nuovo Piano regolatore portuale che comprende l’apertura della diga foranea, tanto che l’impresa che si è aggiudicata le opere è rimasta un anno in attesa della consegna dei lavori, esponendo anche l’Abruzzo a un contenzioso che avrebbe avuto conseguenze pesantissime. E dal 2016 infatti i lavori sono partiti solo a gennaio 2018. Se c’è qualcuno che ha remato contro il porto di Pescara è stato proprio il Governatore che, con la sua smania di apparire, ha spesso rischiato solo di indispettire le Istituzioni, suscitando antipatie contro la città stessa.
Nei prossimi giorni, come consiglieri comunali, chiederemo di poter verificare l’avvio dei lavori e chiederemo garanzie fattive, non certo chiacchierate da bar, circa la sicurezza dei pescatori, chiederemo una tempistica certa delle opere in corso, e di quelle ancora da intraprendere”.

 

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