Pescara: “Sì al mercato multietnico nel rispetto delle regole”

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Ieri l’inaugurazione del mercato multietnico per l’integrazione voluto dall’amministrazione comunale di Pescara, tra pro e contro, nel terzo tunnel della stazione. Nel nostro mini sondaggio i cittadini si dicono favorevoli purché nel rispetto delle regole.

Da giovedì prossimo, il mercato multietnico per l’integrazione sarà operativo con l’assegnazione dei posti ai commercianti per la maggior parte senegalesi che, è stato ribadito, venderanno prodotti etnici e nel rispetto delle regole. La giunta Alessandrini ha voluto fortemente questo mercato per regolarizzare i venditori e soprattutto dare un duro colpo alla contraffazione, insomma, un ritorno al rispetto delle regole per i fautori di questa struttura che sarà aperta anche ai commercianti italiani. Non sono mancate, d’altronde, le polemiche, da parte dei negozianti delle zone limitrofe: alcuni, ieri, in segno di protesta hanno spento le luci e si dicono contro anche le opposizioni in Consiglio le quali avrebbero voluto inserire i commercianti extracomunitari nei mercati rionali per favorire l’integrazione e non in quello che alcuni chiamano ghetto. Ma dal nostro mini sondaggio si evince uno spaccato tutto sommato favorevole purché, ribadiscono gli intervistati, ci sia il rispetto delle regole che devono valere per i commercianti extracomunitari come per gli italiani. Alcuni cittadini, anzi, sono incuriositi dalla merce in vendita, altri dicono che non faranno di sicuro concorrenza ai negozi italiani in quanto la merce venduta è totalmente diversa, c’è chi, invece, si sofferma proprio su questo, che si debba portare avanti il “made in Italy” prima di pensare a chi italiano non è. Ma una signora chiosa: “Bisogna essere aperti, uscire fuori dagli steccati e dai recinti, per dare spazio e forma all’intelligenza, d’altronde siamo umani, nessuno escluso”.

Il servizio del Tg8

1 Commento su "Pescara: “Sì al mercato multietnico nel rispetto delle regole”"

  1. Se volevano integrazione, bastava far partecipare ai vari mercati della città chiunque fosse messo in regola. Non vedo il motivo di spendere soldi degli abruzzesi per creare un ghetto in nome dell’integrazione.

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