“Pescara Mi piace” lancia colletta solidale per barca Eriberto

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L’Associazione Pescara – Mi piace lancia la colletta solidale per salvare la barca Capitan Uncino di Eriberto Mastromattei dalla demolizione.

Di seguito pubblichiamo il comunicato dell’Associazione che fa un appello a Pescaresi e non, per salvare la “barca” di Eriberto lungo la riviera di Pescara.

“Ovvero: non chiediamo soldi ai pescaresi, ma cerchiamo manodopera, elettricisti, falegnami, restauratori, fornitori di materiali, tappezzieri, chiunque ritenga di avere la professionalità adeguata e voglia mettere la propria opera al servizio della città per rimettere in sesto una barca che oggi è patrimonio di tutti ed è uno simboli del nostro litorale. Non possiamo accettare in silenzio la scomparsa di quel manufatto, un’offesa alla memoria di quell’imprenditore lungimirante che è stato Mastromattei, e chiediamo a tutti uno scatto di coscienza. Nel frattempo, dopo le parole del sindaco Alessandrini, non abbiamo ancora capito se intenda o meno revocare l’ordinanza stessa di demolizione: firmata il 2 maggio, concedeva ai proprietari 5 giorni di tempo per la sua rimozione, tradotto entro il 7 maggio, teoricamente, la barca dovrà essere rimossa dall’aiuola posta dinanzi allo stabilimento balneare Jumbo, l’ennesimo schiaffo alla città”. A lanciare la proposta è stato l’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, che ieri per primo ha ufficializzato l’ordinanza firmata nel silenzio mediatico dal sindaco Alessandrini il 2 maggio scorso e scoperta solo ieri.

“A generare quello sterile documento – ha ricordato brevemente l’avvocato Fiorilli – sarebbe stato un sopralluogo sul litorale nord effettuato il 22 aprile scorso dai tecnici comunali che avrebbero verificato uno stato di conservazione precario dell’imbarcazione che Mastromattei, pochi anni prima di morire, aveva voluto con forza e tenacia installare dinanzi a quello che all’epoca era ancora il suo stabilimento balneare, Jumbo, punto di riferimento e di ritrovo per mezza città. La ‘Capitan Uncino’ ha da sempre rappresentato un’installazione senza dubbio caratteristica tanto da diventare una vera attrazione, un luogo per la classica foto ricordo per i turisti. Ebbene, secondo il sindaco Alessandrini, tuttavia, le condizioni della barca sarebbero tanto gravi da richiedere addirittura l’emissione di un’ordinanza, forse per compensare quella che non ha mai emesso il 28 luglio 2015 mentre nel nostro mare si riversavano 30milioni di litri di liquami per la fogna rotta, imponendo entro 5 giorni la ‘messa in sicurezza del manufatto anche mediante demolizione e rimozione dal sito, con il ripristino decoroso dell’aiuola e dei luoghi circostanti’, provvedimento peraltro notificato agli eredi della signora Elisabetta Mastromattei, sorella di Eriberto e ultima proprietaria della ‘Capitan Uncino’. Scoperto ieri con le mani nella marmellata, il sindaco Alessandrini ha abbozzato una inutile autodifesa, affermando addirittura di aver concordato con i familiari di Eriberto la demolizione e rimozione della barca, peccato che i figli dell’imprenditore hanno già fatto sapere ieri di esserne all’oscuro, tanto da appellarsi ai social per chiedere aiuto al fine di salvare la barca, ultimo ricordo del padre scomparso nel 2008. Fa poi sorridere il sindaco che afferma di voler ‘preservare’ la Capitan Uncino: se così fosse, nella sua ordinanza, non avrebbe mai dato il termine di 5 giorni per la ‘messa in sicurezza’, in 5 giorni si può solo demolire, non restaurare un simile manufatto, e il sindaco lo sa bene visto che in 23 mesi di governo non è riuscito a chiudere neanche una buca sulle nostre strade. A questo punto però facciamo un passo avanti e raccogliamo per primi l’SOS della figlia di Eriberto, Anita Mastromattei: oggi l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ fa appello a tutte le persone di buona volontà e agli artigiani della città affinchè si crei una rete di solidarietà attorno alla Capitan Uncino, ovvero, non chiediamo soldi ai pescaresi, chiediamo invece manualità, professionalità e capacità. Chiediamo ai falegnami, ai tappezzieri, agli elettricisti, a tutti coloro che hanno un mestiere tra le mani, di aiutarci a rimettere in sesto la barca di Eriberto, restaurarla insieme, pezzo dopo pezzo, riportandola al suo antico splendore, e permettendoci di lasciarla al suo posto, sulla passeggiata rivierasca, per continuare a essere l’attrazione per turisti e non. Coloro che vorranno partecipare, avranno la possibilità di lasciare un messaggio sulla pagina Facebook di ‘Pescara – Mi piace’ che metterà insieme tutte le braccia della città per salvare la ‘Capitan Uncino’. Nel frattempo chiediamo al sindaco Alessandrini di revocare immediatamente l’ordinanza visto che – ha aggiunto l’avvocato Fiorilli – a oggi non l’ha neanche sospesa e di fatto tra due giorni potremmo vedere rimossa la barca stessa. Inoltre restiamo sempre in attesa di assistere allo scatto di reni dei balneatori, colleghi dello scomparso Eriberto, a oggi rimasti tutti in silenzio, e anche delle Associazioni di Categoria, a partire dalla Confcommercio, alla cui crescita tanto ha contribuito Eriberto stesso”.

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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