Ricostruzione lenta, gli ingegneri: troppi tecnici da fuori regione

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La metà dei tecnici che lavorano alla ricostruzione dell’Aquila sono di fuori provincia, e di questi moltissimi vivono e lavorano fuori dall’Abruzzo.

E’ il mercato, bellezza, verrebbe da dire. Se non fosse che questo particlare dato contribuisce a rendere macchinoso e lento il processo burocratico che porta alla ricostruzione. A dirlo è il presidente dell’ordine degli ingegneri dell’Aquila, Elio Masciovecchio, che risponde alle critiche arrivate nei giorni scorsi dal sindaco Massimo Cialente (ma anche dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano) sull’eccessiva lentezza nell’approvazione dei progetti e di conseguenza nell’avvio dei lavori.

In una lunga nota destinata a fare discutere e a riaprire un muro di incomunicabilità tra tecnici e amministrazione, il sindaco ha puntato il dito ancora una volta contro i progettisti, dicendoli colpevoli di impiegare troppo tempo nella presentazione delle integrazioni ai progetti di ristrutturazione di abitazioni e aggregati. Rimanda la palla al mittente il presidente Masciovecchio.

Oltre alla presenza di tecnici di fuori regione, larga parte della responsabilità è invece proprio del Comune e dell’ufficio speciale per la ricostruzione guidato da Raniero Fabrizi.

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L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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