Comune L’Aquila: 43 voti a centrosinistra, rischio “Anatra zoppa”

Comuni: a L’Aquila 43 voti al Centrosinistra, rischio “Anatra zoppa”. Riconteggio schede seggio frazione Arischia. Udienza Tar il 9 maggio.

Con i voti riconosciuti ieri, il Centrosinistra aquilano ne recupera circa 43 quindi si avvicina il rischio che all’Aquila ci si ritrovi con un sindaco di Centrodestra e una maggioranza di Centrosinistra, per via della cosiddetta ‘Anatra zoppa’. Il riferimento è alle elezioni comunali dell’anno scorso che hanno visto trionfare, al ballottaggio del 25 giugno, il centrodestra con il sindaco Pierluigi Biondi. Il dato è emerso oggi dopo che la Prefettura ha concluso il riconteggio delle schede dell’ultimo seggio, quello della frazione di Arischia. 11 i voti contestati nel ricorso al Tar presentato dal centrosinistra che rivendica la maggioranza in Consiglio comunale per via del fatto che al primo turno ha ottenuto oltre il 50 percento dei consensi, non vincendo le elezioni perché il candidato sindaco Americo Di Benedetto è rimasto al di sotto delle liste che lo sostenevano. Sulla base dei riconteggi, i giudici amministrativi si pronunceranno il 9 maggio prossimo.

Il riconteggio delle schede elettorali è stato disposto dal Tar, lo stesso che il 23 novembre del 2017 ha accolto l’istanza di verifica di 11 sezioni contestate dal ricorso presentato dall’avvocato Claudio Verini per conto di alcuni candidati del centrosinistra, per i quali la coalizione avrebbe vinto al primo turno se non fosse stato per uno scarto di 41 voti.

Polemiche intanto per un altro seggio, il numero 41, nel quale hanno votato 410 persone ma dai dati dell’ufficio elettorale centrale ne risulterebbero – per errore – soltanto 10. Circostanza che nei giorni scorsi ha portato alcuni esponenti della maggioranza a definire la situazione un “golpe giudiziario”.

“Se volessimo davvero rispettare la volontà degli elettori, come si professa, il centrosinistra dovrebbe prendere altri duecento voti per raggiungere la percentuale necessaria”, ha spiegato il sindaco Biondi.

A rientrare in Consiglio nel caso in cui il riconteggio facesse ottenere l’effetto sperato dai ricorrenti ci sarebbero tre esponenti del Pd (Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro) e altri di Abruzzo Civico, dei Socialisti, del Passo Possibile, di Articolo 1 della Coalizione sociale e del M5s. Ma la situazione appare caotica anche su altri seggi.

In base ai dati emersi dal riconteggio in Prefettura e in possesso del Centrosinistra (dati non ufficiali), ci sarebbero circa tre voti in più che farebbero scattare la cosiddetta “Anatra zoppa”. Se il Tar in seguito alla relazione che sarà consegnata dalla Prefettura entro martedì 4 aprile e all’esito delle memorie che gli avvocati si preparano a depositare (avranno 15 giorni di tempo dal 4 aprile) e alla luce della sentenza avverranno le dovute valutazioni politiche. Un Centrosinistra che preferisce restare ancora alla finestra, adottando un profilo basso e per lo più scegliendo il silenzio. A parlare è l’ex assessore del Pd Maurizio Capri, primo dei non eletti, avvocato che sta seguendo tutto l’iter del riconteggio in Prefettura.

“In tal caso accadrà una situazione simile a quella di Avezzano – spiega Capri – cioè scatterà l’Anatra zoppa, ma quel che succederà dopo, a livello politico, è presto per dirlo”.

Una situazione che poteva essere evitata, sottolinea Capri, servirebbe una maggiore preparazione dei presidenti di seggio.

“I presidenti di seggio devono essere formati, seguire corsi di formazione e di aggiornamento – sottolinea l’esponente Pd – necessari non solo per acquisire le competenze in materia di gestione di un seggio elettorale, di saper mettere a posto dei numeri; ma anche per quanto riguarda la capacità di reggere lo stress delle ore del voto, con tutti i problemi che si possono presentare in un seggio”.

La tempistica dello spoglio, ad esempio, per Capri è troppo stringente: in una elezione come quella comunale, con una maggiore presenza di dati da elaborare e di preferenze, è “impensabile pretendere di aprire lo spoglio subito dopo la chiusura del voto, lavorando tutta la notte. Credo che lo spoglio almeno per le elezioni comunali debba esser fatto dalla mattina successiva, come avveniva già in passato”.

“Abbiamo chiesto il riconteggio dei seggi in cui poi è stato rifatto lo spoglio, e avevamo ragione, in tutti i seggi abbiamo trovato delle anomalie, in alcuni casi anche oltre le nostre aspettative. Non è giusto che l’esito delle elezioni e quindi il governo di un territorio debbano essere consegnati in modo così impreciso”, aggiunge.

Oltre ai voti recuperati con gli scrutini degli 11 seggi contestati, ci sarebbero 150 schede contestate sia dal Centrodestra che dal Centrosinistra, perché sono state a volte attribuite e a volte annullate. Quindi non sarebbero, secondo quanto sostiene l’ex assessore Pd, soltanto circa 43-44 voti quelli da rivedere, ma più di cento schede tutte da decidere, una situazione di “estrema confusione”, dice Capri, su cui i giudici dovranno esprimersi sempre entro il mese di maggio.

IL SERVIZIO DEL TG8:

2 Commenti su "Comune L’Aquila: 43 voti a centrosinistra, rischio “Anatra zoppa”"

  1. Antonio Bigoni | 13/05/2018 di 06:55 | Rispondi

    Maurizio Capri,quando parli di errori degli scrutatori voglio sperare che consideri anche quelli della sezione 41,che vi hanno favorito,anche se involontariamente.
    E solo quelli delle 11 sezioni riconteggiate.
    Che non erano sufficienti a fare scattare l’anatra zoppa.

  2. Antonio Bigoni | 04/04/2018 di 15:50 | Rispondi

    Innanzitutto non è vero che con 41 voti in più il CSX avrebbe vinto al primo turno.
    Si parla di maggioranza alle liste e non di voti al candidato sindaco.
    Col 47,1% Americo di Benedetto sarebbe rimasto sotto il 50+1% pure con 41 voti in più.
    Aveva bisogno di 1153 voti.
    Però il fatto è che il riconteggio è basato su dati palesemente errati,quelli appunto del seggio 41.
    Coi dati corretti il CSX è lontano 231 voti e quelli non li recupera.

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