Avezzano, la Asl convoca un uomo morto nel 1993

Siamo certi che riposare in pace, quando si è morti, sia davvero un diritto? Pare di no, almeno ad Avezzano, dove la Asl convoca per una visita un uomo morto nel 1993.

La classica frase “riposa in pace”, stando al caso di specie, sembra più che altro una banalità, se è vero come è vero che la burocrazia può inseguirci fin dentro la tomba, nel bene e nel male, vale a dire sia per le buone che per le cattive notizie. O anche solo per invitarci ad uno screening sanitario improntato alla prevenzione. E’ proprio questa la natura della comunicazione inviata dalla Asl ad un avezzanese morto nel 1993, a 30 anni, in un incidente stradale. A ricevere la lettera della Asl è stata la madre alla quale la convocazione – una visita legata alla prevenzione – ha rinnovato il dolore per la perdita del figlio. La Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, nello scusarsi per l’accaduto, ha spiegato che l’azienda è impegnata nella campagna di prevenzione del tumore al colon-retto e che l’avviso inoltrato alla famiglia dell’uomo morto nel 1993 è finito per errore tra gli oltre 50.000 spediti. Evidentemente l’anagrafe della Asl non era stata puntualmente aggiornata, ma almeno c’è da dire che stavolta la lettera, per quanto tardiva, non recava brutte notizie.

 

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