Abruzzo voucher, pubblicate le graduatorie

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Mentre nel Paese infuria la polemica sul dilagare dei voucher lavoro e sulla flessione dei contratti a tempo indeterminato, la Regione Abruzzo sceglie di stare “sul pezzo” guardando al bicchiere mezzo pieno, ossia agli effetti positivi dei voucher formativi. Pubblicate le graduatorie sul sito della Regione.

E’ il segno dei tempi: la parola lavoro non viaggia da sola ma accompagnata da un’altra che ne chiarisce la natura. E la natura del lavoro, oggi, è principalmente precaria, come dimostrano appunto le parolette di accompagnamento: interinale, nero, a cottimo, somministrato, determinato, fino al capolavoro semantico del “lavoro occasionale di tipo accessorio”, che significa ottenuto con i voucher ma che sembra evocare l’immagine dell’occupazione come cosa quasi superflua. Anche l’Abruzzo utilizza i voucher, sia lavoro che formativi. Oggi sono state pubblicate le graduatorie relative agli ultimi voucher per la formazione universitaria e l’alta formazione. Sono state 2036 le domande pervenute agli uffici regionali inerenti le tre azioni previste nel bando pubblico; di queste 1755 sono state ammesse a graduatoria e 281 non ammesse. Il bando poteva contare su risorse pari a 1,8 milioni di euro, tutte assegnate. Le graduatorie sono pubblicate sui seguenti siti internet: www.regione.abruzzo.it – sezione avvisi.

“Il bando ha ottenuto un buon riscontro tra i giovani in termini di domande presentate – precisa l’assessore all’Istruzione Marinella Sclocco – e tutte le risorse sono state impegnate nelle tre azioni che abbiamo previsto nell’avviso pubblico. Sui nostri canali di comunicazione esterna abbiamo registrato un’attenzione alta da parte dei giovani universitari, a conferma della necessità da parte delle istituzioni di mettere in campo strumenti per finanziare la formazione universitaria e l’alta formazione. Misure di questa natura sono state previste nel nostro programma Fse 2014-2020. Per l’azione 1 relativa ai percorsi universitari svolti in Italia le istanze ammesse sono 1472, di queste 790 sono state finanziate per un ammontare complessivo di 934 mila euro; per l’azione 2 relativa ai percorsi post laurea svolti in Italia sono pervenute 272 domande che sono state tutte finanziate per un importo complessivo di 900 mila euro. Infine per l’azione 3 relativa a percorsi formativi post laurea svolti all’estero sono arrivate 11 domande tutte finanziate per un importo complessivo di circa 39 mila euro”.

Tornando al lavoro in senso stretto, i dati nazionali diffusi ieri dall’Inps testimoniano la generale riduzione delle assunzioni nel periodo gennaio-marzo: sono state 1.188.000 nel settore privato, 176.000 posti di lavoro in meno rispetto al corrispondente periodo del 2015, in termini percentuale significa -12,9%. Nonostante il Jobs act e gli sgravi (diminuiti da 8.000 a 3.250 euro e per soli due anni) il settore più penalizzato è proprio quello dei contratti a tempo indeterminato: 33,4 percento rispetto al primo trimestre 2015. A fronte di questo stop dei contratti aumentano invece i buoni-lavoro, sempre più utilizzati dal settore privato e anche dal pubblico. I sindacati lanciano l’allarme, il Governo ribatte che sarà sufficiente introdurre la tracciatura e parla di calo fisiologico degli indeterminati, dato in assestamento dopo il boom del 2015. Il saldo tra assunzioni e cessazioni resta positivo, tuttavia scende a 241.000 posti contro i 326.000 del corrispondente periodo del 2015. Va a gonfie vele invece il cosiddetto lavoro a ticket. I voucher – che al netto delle tasse valgono circa 7 euro e mezzo – nei primi tre mesi del 2016 hanno segnato un +45,6%, superando la ragguardevole quota di 10 milioni al mese.

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