Eccidio nazista, ipotecati i terreni di Villa Vigoni

Ipotecati i terreni di Villa Vigoni, il centro di alta cultura italo-tedesca che si trova a Menaggio sul lago di Como.

È il primo effetto della sentenza – da alcuni definita “storica” – pronunciata due anni fa dal Tribunale di Sulmona, sul risarcimento dovuto dalla Germania al Comune di Roccaraso per l’eccidio nazista di Pietransieri, che nel novembre del 1943 costò la vita a 128 civili di cui 60 donne, 34 bambini e 34 anziani. Unica superstite fu Virginia Macerelli, ancora vivente, che all’epoca dell’eccidio aveva solo sei anni. Il Tribunale di Sulmona, con sentenza del 2 novembre 2017, ha stabilito nella somma di un milione e 600 mila euro l’entità del risarcimento dovuto dalla Repubblica Federale Tedesca al Comune di Roccaraso ed ora ha iscritto un’ipoteca sui terreni che fanno parte del parco Villa Vigoni, di proprietà della Repubblica Federale Tedesca. Una decisione senza precedenti quella del giudice Giovanna Bilò, soprattutto perché ha disposto l’esecutività della sentenza rivalendosi su un bene posseduto dalla Germania in Italia, a portata quindi di sequestro senza ricorrere alle complesse procedure del diritto internazionale. Ad essere espropriata sarà una parte considerevole del parco delle ville Mylius-Vigoni e Garovaglio-Ricci che si estende per una quarantina di ettari tra Loveno di Menaggio e Plesio. Secondo il Tribunale di Sulmona, infatti, l’indennizzo alla comunità di Roccaraso che si è costituita parte civile è pari a 1 milione e 600 mila euro. “Il Comune non lascerà intentata nessuna strada per avere giustizia fino in fondo – afferma il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato -: è un obbligo verso le vittime, la loro memoria e le loro famiglie”. Acquistata nel 1829 dal banchiere e industriale tedesco Enrico Mylius, che dopo aver aperto una banca a Milano e fatto fortuna con la seta e che si era innamorato del lago, Villa Vigoni fin dalla sua inaugurazione è stato un cenacolo di cultura. L’ultimo discendente della famiglia, Ignazio Vigoni, nel 1983 propose alla Repubblica Federale Tedesca, in omaggio alle radici familiari, di farsi carico del suo mantenimento facendone un luogo di studio per le radici comuni tra Italia e Germania.

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