Ricostruzione, arriva il badge per gli operai dei cantieri

Torna operativo l’Ufficio per il super coordinamento dei cantieri per il monitoraggio delle attività. Attivo anche il badge obbligatorio per gli operai.

Nei prossimi due anni saranno circa 10mila gli operai impiegati nella ricostruzione del solo centro storico dell’Aquila. Una stima abbastanza realistica elaborata dallo staff dell’Ufficio per il super-coordinamento dei cantieri privati da oggi tornato operativo a piazza San Bernardino.

Numeri che fanno comprendere la portata della ricostruzione nel centro di una città medievale come L’Aquila che a oggi conta 330 cantieri, appunto, all’interno delle sue mura cittadine. In considerazione dei progetti presentati e approvati, nel giro di due anni i cantieri in centro storico raddoppieranno di numero, passando a quasi 700. L’Ufficio gestirà da oggi in poi tutto ciò che riguarda i cantieri privati e pubblici: dove saranno avviati, come saranno posizionate le gru e, soprattutto, quanti e quali operatori della ricostruzione vi saranno coinvolti, grazie all’atteso e utilissimo “badge“, un tesserino elettronico geolocalizzabile obbligatorio, con microchip, che permetterà di conoscere tutti i dati relativi a chi lavora da nella ricostruzione. Uno strumento unico in Italia e atteso da tempo, che non servirà soltanto per combattere il lavoro nero ma anche e soprattutto per monitorare la ricostruzione e scovare eventuali criticità e illegalità.

Nell’ordinanza che a breve verrà pubblicata, è prevista anche la chiusura di molte aree del centro storico ora accessibili, ma a breve interessate dai cantieri. “La zona rossa”, ha spiegato l’assessore alla ricostruzione  Pietro Di Stefano, “non è stata mai dismessa: ora andranno chiuse aree interessate dai cantieri, che sono pericolose, come è avvenuto per la parte interessata dal rifacimento dei sottoservizi”.

L’ordinanza aggiornerà poi le regole da seguire per far convivere in spazi ristretti un numero sempre crescente di cantieri. Si va dalla localizzazione e altezza delle gru, alle vie di fuga da lasciare libere fino alla nuova cartellonistica di cantiere, che sarà più chiara e completa, e alle tempistiche da armonizzare con la realizzazione dei sottoservizi.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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