Pescara: coniugi morti per il monossido, l’incendio forse per una sigaretta

Ieri a Pescara la tragica scoperta dei due coniugi morti in casa per asfissia da monossido; l’incendio probabilmente scaturito da un mozzicone di sigaretta.

Vicini, distesi sul pavimento della cucina: Mirella li ha trovati così i suoi genitori, Alceo D’Antonio e Maria Di Benedetto, i due anziani coniugi di 82 e 77 anni, deceduti nella loro abitazione di strada vicinale Colle Cervone ai colli di Pescara, asfissiati dal monossido di carbonio, sprigionato da un incendio.

Martedì sera, la coppia aveva cenato col figlio e la nipote, prima che tutto accadesse irrimediabilmente. La tragedia si sarebbe consumata in tarda serata, quando marito e moglie, rimasti soli, avevano chiuso la porta di casa come facevano abitualmente. L’incendio, da cui si sarebbe sprigionato il monossido letale, sarebbe divampato in una camera da letto, forse innescato da un mozzicone di sigaretta che Alceo si sarebbe concesso prima di prepararsi per la notte. Le fiamme avrebbero divorato il materasso e la struttura in legno del letto, per poi spegnersi da sole per mancanza di ossigeno, essendo chiuse porte e finestre di casa. Per questo i vicini non si sarebbero accorti dell’incendio, come pure le stesse vittime, sorprese dallo stordimento di una silente asfissia che non gli ha dato scampo.

Ieri a dare l’allarme è stata una delle sorelle della 77enne, che non vedendo arrivare Maria Di Benedetto all’appuntamento concordato per una visita a casa di amici, ha allertato la figlia della coppia che, aprendo la porta di casa, ha trovato i genitori riversi a terra, in cucina, col frigorifero aperto e la tv ancora accesa.

Inutili i soccorsi del 118, che pure sono arrivati sul posto insieme a vigili del fuoco e polizia. Causa precisa e ora del decesso della coppia saranno probabilmente accertate con esattezza da ulteriori disposizioni dell’autorità giudiziaria. I corpi di Alceo e Maria, dopo la constatazione del decesso da parte del medico legale, giunto sul posto, sono stati trasferiti all’obitorio di Pescara, dove amici e parenti, sgomenti e disperati, si dicono increduli per una morte tanto assurda.

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