Manoppello, a scuola di arabo e di inglese dai migranti

Si chiama “Quando l’altro è risorsa” il progetto di integrazione messo in campo dal Comune di Manoppello, in Abruzzo: uno dei migranti ospitati nel centro di accoglienza insegnerà l’inglese e l’arabo ai cittadini del posto.

Malik, un ingegnere pakistano ospite del centro di Manoppello Scalo, in provincia di Pescara, si è offerto di tenere corsi di lingua inglese e araba alla comunità che lo ha accolto. L’idea è inserita nei progetti che il Comune di Manoppello realizzerà grazie al Protocollo di Intesa sottoscritto con la Prefettura di Pescara e la cooperativa sociale Eta Beta, che gestisce il centro accoglienza.

“Supervisore del progetto – dice la presidente della Commissione Migranti, Barbara Toppi – sarà Sharon Chiacchia, referente dell’area sociale del CAS, mentre i rappresentanti comunali saranno i consiglieri comunali membri della Commissione Migranti (Barbara Toppi, Giulia De Lellis, Roberto D’Emilio, Antonio Costantini, Katia Colalongo e Melania Palmisano) che, insieme alla responsabile del CAS Simona Lotti, hanno lavorato sul progetto per renderlo fattibile. L’idea è quella di creare un’opportunità, uno spazio di incontro e di crescita in cui il centro di accoglienza si fa risorsa sul territorio. Il corso sarà uno scambio: per Malik sarà l’occasione per avvicinarsi ai cittadini e sentirsi utile alla comunità che lo ha accolto, ai manoppellesi consentirà di conoscere più da vicino gli ospiti del CAS e imparare lingue nuove. Il corso sarà completamente gratuito, indirizzato a tutta la popolazione, residente e non, dai diciotto anni in su. Per consentire di programmare le classi, le persone interessate dovranno compilare una scheda di preadesione, disponibile sul sito del Comune di Manoppello e inviarla all’indirizzo mail [email protected] o consegnarla al protocollo comunale, entro il 31 agosto”.

Nella prima metà del mese di settembre si terrà una prima giornata di informazione e sensibilizzazione, nel corso della quale si potranno registrare ulteriori adesioni. Il livello del corso, i giorni e gli orari di svolgimento saranno scelti in base alle esigenze degli iscritti.

“Dopo la firma – continua la Toppi – abbiamo tardato un po’ nell’attivazione dei progetti perché nel frattempo il Comune di Manoppello ha presentato un progetto per entrare a far parte della rete degli enti locali dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che doveva partire il primo luglio. Sarebbe stato sciocco iniziare dei progetti di integrazione con gli ospiti dei CAS, sapendo che non potevano essere portati a termine perché con l’adesione alla rete nazionale Sprar i centri accoglienza presenti sul territorio avrebbero dovuto chiudere. Ma benché siamo ormai ad agosto inoltrato, le graduatorie dei progetti ammessi a finanziamento non sono ancora state pubblicate. Il timore è che il governo voglia tagliare i fondi per la rete Sprar, preferendo evidentemente l’emergenza e la precarietà alla solidità di progetti di reale inclusione sociale. Abbiamo quindi deciso di non perdere ulteriormente tempo e partire con un primo progetto, a cui seguiranno altri, da realizzare anche con gli ospiti del CAS di Colle Sant’Andrea”.

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