Legambiente Abruzzo sollecita l’anagrafe dei ponti

La tragedia di Genova suscita dubbi e interrogativi in tutto il Paese. Legambiente Abruzzo, in un comunicato, torna a sottolineare l’importanza della manutenzione del territorio e chiede l’anagrafe dei ponti.

 

Sotto il profilo della sicurezza, e anche a vantaggio dell’occupazione, la più grande opera pubblica va individuata nella manutenzione del territorio e delle infrastrutture: è la considerazione principale che Legambiente Abruzzo affida ad una nota diffusa ieri, nella quale sollecita l’istituzione di un’anagrafe dei ponti, per effettuare concretamente l’azione continua di monitoraggio delle infrastrutture esistenti.

“Nel giorno del cordoglio e della vicinanza ai famigliari delle vittime della catastrofe di Genova, tornano tristemente gli interrogativi sulla sicurezza dei nostri ponti. Negli ultimi anni tante sono state le situazioni di pericolo segnalate sulla stabilità di ponti e viadotti della nostra regione a causa dei terremoti ed usura del tempo. Da anni Legambiente sostiene che la più grande opera pubblica resta la manutenzione del territorio, che diventa ancora più importante e strategica a causa dei cambiamenti climatici che mettono a dura prova i nostri territori provocando un forte dissesto idrogeologico”.

L’associazione ambientalista ricorda che anche l’Abruzzo ha vissuto e vive le sue emergenze, come il crollo del ponte sulla statale 16 all’altezza della foce del Sangro, e che restano sorvegliati speciali i viadotti autostradali Teramo-Roma e Pescara-Roma.

                            

“Sempre sul fiume Sangro – si legge nella di Legambiente – ricordiamo il tratto Atessa-Lanciano, per la tenuta dei pilastri e la carreggiata ristretta di attraversamento del fiume nel comune di Paglieta, sempre per problemi di tenuta con limite di carico sistematicamente disatteso; e anche i ponti, chiusi per problemi di stabilità,che collegano l’area industriale della Val di Sangro con la Campania. Tutto questo e altre situazioni di pericolo che arrivano da tutta la regione pongono seri quesiti sulla sicurezza dei cittadini, che va garantita, e ci porta a riflettere e ad interrogarci sullo stato di salute delle nostre infrastrutture, alla luce anche di un traffico attuale che viaggia su un costruito degli anni sessanta fatto di calcestruzzo, materiale non eterno. Il tema della sicurezza, la consapevolezza della fragilità del nostro territorio e delle infrastrutture esistenti, il bisogno di prevenzione, monitoraggio e manutenzione ma anche una nuova mobilità sostenibile che riequilibri il trasporto su ferro con quello su gomma, decongestionando le strade, sono obiettivi vitali ormai non più rinviabili”.

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