No Hub: “Sul gasdotto Larino-Chieti il ministro cambia rotta”

Gli attivisti del coordinamento No Hub del Gas Abruzzo evidenziano il significativo cambio di rotta annunciato dal Ministro Costa sul gasdotto Larino-Chieti.

Secondo i No Hub, oggi in conferenza stampa a Pescara, sono pesanti le responsabilità dei governi precedenti in merito all’elusione della Valutazione Ambientale Strategica sulla rete dei gasdotti. L’argomento è tornato alla ribalta dopo che il Ministro dell’Ambiente Costa ha annunciato di volere accendere un faro sulla legittimità delle procedure seguite finora.

“Avevamo sollevato pesanti critiche sull’iter di approvazione del gasdotto Larino-Chieti e degli altri gasdotti per le violazioni palesi della direttiva europea sulla VAS, la Valutazione Ambientale Strategica. I governi precedenti hanno fatto finta di nulla pur di appoggiare le lobby dei petrolieri, ora finalmente un ministro dell’Ambiente ci ascolta. – si legge nella nota del Coordinamento No Hub del Gas – Quello della mancanza della Valutazione Ambientale Strategica, una procedura fondamentale per comprendere l’utilità o meno di queste opere e dei relativi piano di sviluppo, è un vero e proprio buco nero delle procedure adottate dal MISE in questi anni. Siamo arrivati alla dichiarazioni di De Vincenti che alla Camera ha sostenuto che tale procedura non è necessaria in quanto sono società private come Snam e Gasdotti Italia a realizzare le opere. Peccato che: 1) la rete nazionale dei gasdotti e le sue varianti sono varate dal Ministero dello Sviluppo Economico; 2) Terna dal 2008 sottopone i suoi piani di sviluppo della rete elettrica nazionale (elettrodotti) a VAS. È una Spa. Perché Terna sì e Snam o Gasdotti Italia no?; 3) la Commissione Europea ha chiarito da anni nelle proprie linee guida sulla VAS che i concessionari di servizi generali sono anch’essi sottoposti alla direttiva VAS; 4) il MISE approva i gasdotti facendo variare d’imperio tutti i piani esistenti, compresi i piani regolatori. Le chiama “varianti automatiche”. In realtà una sentenza della Corte di Giustizia europea ha chiarito da anni che una procedura simile non può essere usata per eludere la direttiva VAS. Sul Larino-Chieti, un nuovo gasdotto di 111 km tra Abruzzo e Molise, approvato il 25 giugno con un Decreto dal Dirigente Dialuce, ci sono tutti questi problemi e anche altri. Il Decreto Sblocca Italia pro-fossili di Renzi in questi anni ha portato solo a grandi favori ai petrolieri ed affini che vogliono trasformare in un grande Hub del Gas il Belpaese lanciandolo sulle energie del passato con decine di progetti più o meno grandi, tutti a gravare sulle bollette degli italiani. Evidenziamo che i consumi di gas sono in forte calo in Italia (in Abruzzo e Molise ancora di più) e che le ricerche scientifiche hanno provato che il metano è pericoloso per i cambiamenti climatici in quanto è un potente gas clima-alterante (e lungo la filiera, tra estrazione, gasdotti, stoccaggi e distribuzione si perde in aria il 3-10% di prodotto). Ovviamente seguiremo da vicino queste procedure di verifica presso il Ministero dell’Ambiente, auspicando che il progetto venga riesaminato e bocciato e che l’Italia diventi il paese dell’efficienza e delle rinnovabili”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in un comunicato stampa, afferma che “considerando la fragilità del territorio fortemente sismico
e l’impatto dell’opera”, dopo un’attenta analisi, la VAS  viene ritenuta “necessaria”. Sulla vicenda sono intervenuti anche il sottosegretario Gianluca Vacca e il consigliere regionale Sara Marcozzi, entrambi del Movimento 5 Stelle, che hanno sottolineato come “questo Governo si confermi attento alle necessità del territorio e di chi lo abita”.

 

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