Ortona, la Capitaneria sequestra un carico di ricci di mare

Nonostante facciano di tutto per proteggersi, grazie agli aculei di cui li ha dotati madre Natura, i ricci di mare non riescono a sfuggire ai predatori umani, come dimostra il sequestro operato dalla Capitaneria di Porto di Ortona.

La notte scorsa gli uomini della Capitaneria ortonese hanno sequestrato oltre 800 ricci di mare ad un’organizzazione di pescatori abusivi provenienti dalla provincia di Barletta-Andria-Trani. Pare che il sodalizio operasse da tempo lungo la costa teatina, facendo razzia di polipi e ricci di mare da immettere nel redditizio mercato nero del pesce in Puglia.

“L’operazione – spiega la nota della Capitaneria di Porto – è partita diverse settimane fa, quando, a seguito di attività notturna dei militari della Guardia Costiera, erano state avvistate in mare, in zone di difficile accesso – prevalentemente calette rocciose e prive di strutture civili -, delle luci tra gli scogli, tipiche dei subacquei in pesca. In tale circostanza, però, erano state notate, a protezione dei pescatori, diverse sentinelle, appostate in punti di vedetta strategici, pronte a dare un segnale all’arrivo dei controllori. Tuttavia mediante osservazioni in borghese dei movimenti dei sospettati, e dopo aver recuperato le targhe dei veicoli con cui erano soliti muoversi, avendo appurato gli orari ed i giorni di maggiore attività, i marinai hanno organizzato un vero e proprio blitz, con ben 4 pattuglie dislocate, fin dal crepuscolo, in vari punti tra Fossacesia e Ortona, ed appostate in modo da anticipare l’arrivo dei pescatori. Così, con il primo buio, in località “Foce”, nel territorio di Rocca San Giovanni, hanno potuto osservare sia il posizionamento delle sentinelle, sia i contatti di queste con i subacquei. Usciti allo scoperto nel cuore della notte, quando il bottino di pesca era ormai acquisito, i militari hanno potuto verbalizzare i trasgressori colti in flagrante, e sequestrare tutto il prodotto pescato, circa 800 ricci e diversi chili di polipi, oltre all’attrezzatura utilizzata, in particolare bombole, pinne e pesi da sub”.

I trasgressori sono tre pescatori subacquei e tre sentinelle, tutti pluripregiudicati per reati di varia natura, ad eccezione di uno, ancora minorenne. Tutti sono stati identificati e segnalati per ulteriori accertamenti.

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