Bici a Pescara, la riviera non è una pista da corsa

Dopo l’ennesima segnalazione arrivata alla redazione di Rete8 – una bimba di due anni investita da un ciclista – abbiamo chiesto alla Polizia municipale cosa rischia chi utilizza la riviera di Pescara come pista da corsa per le bici.

Prima che il fronte degli amici della bici si arrabbi, va detto che – in effetti – le piste ciclabili abruzzesi lasciano alquanto a desiderare. Accidentate, mal segnalate e raramente protette, spesso le suddette piste non solo suggeriscono la convivenza forzata tra pedoni e ciclisti, ma addirittura la impongono, come da apposita segnaletica comunale, qui per esempio siamo a Francavilla al Mare.  E anche quando la pista è ad uso esclusivo dei pedali, spesso è ridotta in spazi così angusti che praticamente le bici si sfiorano. Questa dunque la premessa d’obbligo. Poi però ci sarebbe l’educazione, la civiltà, il senso civico, la prudenza e… la legge! Perchè, comunque sia, resta il fatto che, quando la pista c’è,  bisogna utilizzarla per forza, pena sanzione da 42 euro e, soprattutto, la sicurezza dei cittadini, spesso bambini e ragazzi, che passeggiano a a buon diritto sul marciapiede della riviera. A confermare non solo la sanzione ma anche l’inasprimento dei controlli è il maggiore Matteo Silvestri, della municipale di Pescara.

Il servizio del Tg8

1 Commento su "Bici a Pescara, la riviera non è una pista da corsa"

  1. Sull’obbligatorietà di percorrere le piste ciclabili ecco un chiarimento http://www.pescarabici.org/quando-e-obbligatorio-percorrere-le-piste-ciclabili/

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