Scafa, monta la protesta contro i profughi

Scafa, monta la protesta contro i profughi. Siamo abituati a vederli in città senza far nulla, con il cellulare in mano, le cuffie in testa e a navigare su internet dalla mattina alla sera. Stiamo parlando dei profughi o migranti che sempre più numerosi stanno arrivando anche nella nostra regione. E intanto crescono il malcontento e l’insofferenza tra i residenti dei piccoli centri che  associano i migranti ai milioni di euro spesi per la loro accoglienza.

Milioni di euro, che a detta di molti, potrebbero essere utilizzati per far fronte alle pesanti difficoltà economiche che quotidianamente si trovano ad affrontare le tante famiglie di italiani a causa della crisi. Si dovrebbe garantire un minimo di dignità ai nostri connazionali in difficoltà prima di pensare a chi viene nel nostro paese attratto dal benessere, si sente dire sempre più spesso. Situazioni di disagio ed insofferenza  si registrano anche nei piccoli centri abruzzesi. L’ultimo in ordine di tempo a Turrivalignani, dove è stato esposto uno striscione con su scritto “No ai clandestini”. A Turrivalignani, lo ricordiamo sono ospitati circa una quarantina di migranti in un ex ospizio situato in C.da Piana Puccia a poca distanza da un’ elegante struttura alberghiera. Mentre nel Comune di Scafa, potrebbero arrivare una cinquantina di profughi nelle prossime settimane.

Il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola, si è rivolto al Prefetto per manifestare la «ferma contrarietà all’accoglienza di circa cinquanta cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale» che potrebbero essere ospitati in un fabbricato situato in Contrada Mampioppo proprio fuori dal centro del paese. Un immobile di circa 1000 metri quadrati di proprietà di un’ Agenzia immobiliare del Nord che lo ha acquistato per 600 mila euro, che potrebbe essere concesso ad una Cooperativa di Roma specializzata nell’ accoglienza dei migranti. La struttura privata, fa notare il Sindaco Giancola, non possiede però i requisiti necessari  di agibilità e collaudo. Sono presenti problemi strutturali e di cedimento. Alla base della presa di posizione del primo cittadino di Scafa non c’è la mancanza di sensibilità al problema dell’immigrazione o di natura razzista, ma solo di natura igienico sanitaria e di ordine pubblico.  Il nostro comune, ha affermato l’Avvocato Giancola, non è dotato d’una struttura idonea per la gestione di tali emergenze. La vera solidarietà non può e non deve essere motivo di arricchimento per alcuni, lasciando ai territori i problemi conseguenti».

Nel comune di Scafa, oltretutto si è vissuta la grave crisi della Valpescara con la chiusura dello stabilimento della Italcementi ed il licenziamento di oltre 150 dipendenti. Decine di famiglie che quotidianamente si rivolgono al Comune per avere un sostegno anche solo per fare la spesa e mangiare.

Giancola invita a riflettere sulle condizioni in cui oggi si trovano molti Comuni alle prese con analoghe problematiche: «Occorre intraprendere una seria iniziativa politica. I sindaci, lasciati soli ed impotenti dinanzi a tali fenomeni, dovrebbero procedere ai controlli amministrativi e tecnici sugli immobili individuati da coloro che partecipano ai bandi e prendere chiare, anche se scomode, posizioni politiche. I nostri territori» conclude «e la nostra gente meritano più rispetto. Nel comune da me amministrato, ho dovuto aprire uno sportello del banco Alimentare. Da 12 famiglie in stato di bisogno siamo passati ad oltre 50. Duecento persone che quotidianamente chiedono un aiuto».

1 Commento su "Scafa, monta la protesta contro i profughi"

  1. david celiborti | 21/08/2017 di 17:34 | Rispondi

    E’ inutile protestare quando c’è il vaticano e il suo papa Francesco convinto insieme a Mattarella, Renzi, Gentiloni ì e Boldrini(quest’ultima giustica l’accoglienza con il ripopolamento domani dell’Italia, insomma i neri africani saranno gli italiani domani, se dopo aggiungiamo lo”ius soli” il piatto è servito! Tutti questi politici, non è la prima volta che lo dico, ma sono gli altri a ribadirlo sono la “ricchezza immediata”! I migranti-clandestini africani sono paragonati da Mattarella , in odore di grave offesa per tutti gli italiani, ai nostri “poveri migranti” lavoratori, alcuni di lo circa 136 morti a Marcinelle in Belgio, mentre lavoravano faticosamente e pericolosamente nelle miniere! E’ un momento di grave riflessione per gli attentati, per accoglienza diffusa, per voler a tutti costi realizzare un’integrazione “impossibile” con questi nuovi barbari efferati islamici!

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