Aree di risulta Pescara: tra 8 mesi il bando

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Aree di risulta Pescara, tra 8 mesi il bando. Il sindaco Marco Alessandrini ha illustrato stamani a Palazzo di città i dettagli e le scadenze per la riqualificazione delle aree di risulta: “Il futuro siamo tutti noi e dobbiamo scriverlo insieme” ha sottolineato il primo cittadino.

Da oltre 25 anni la città s’ interroga e propone soluzioni per l’area di risulta. E’ infatti dal 1981, prima ancora della definizione progetto della nuova stazione, che Amministrazioni comunali, Università, presenze Culturali cittadine si cimentano sul cosa fare nell’Area di Risulta. Ognuno di questi soggetti ha prodotto delle idee e delle ipotesi, diverse, alcune più incidenti di altre, ma tutte volte a trasformare il grande “vuoto urbano” di ben 11 ettari, situato proprio nel cuore della città in un’occasione di crescita qualitativa per la qualità della vita della città. Nessuna delle proposte è stata inutile, tutte hanno concorso a dare consapevolezza che le scelte di base sono quelle che si sono consolidate nell’immaginario collettivo, un parco urbano significativo, un numero adeguato di parcheggi, il punto di arrivo e scambio fra trasporto su gomma e ferro, una vocazione a localizzarvi un attrattore culturale di livello regionale o oltre. 
Pescara si avvia a compiere i suoi primi 100 anni di vita e, ricorrendo ad una citazione “se non ora quando?”, è tempo di decidere come e cosa fare, trovare le procedure migliori e realizzare quest’opera: su di essa si può cominciare a realizzare l’idea di città per il dopo 2027 che la città desidera.
Non ho parlato a caso dell’intera città, non è iniziativa che possa riguardare la sola maggioranza o le minoranze oggi in Consiglio Comunale, il cosa fare è scelta che riguarda tutti i pescaresi e, forse, anche i cittadini di un’area vasta, di maggiori dimensioni per cui l’area di risulta rappresenta una indubbia polarità.
Questa è la sfida di oggi, una sfida che appartiene all’intero Consiglio Comunale e alla città: mettere a frutto il patrimonio di conoscenze che abbiamo per arrivare finalmente ad un risultato concreto e il più possibile condiviso. Io sono il Sindaco di tutti i pescaresi e voglio e debbo scommettere sul futuro della città: è arrivato il momento di concentrare su questi 11 ettari le nostre intelligenze e capacità di proposta.
Dobbiamo farlo ora e insieme, tutti i Consiglieri Comunali, i soggetti culturali, le rappresentanze sociali, i portatori d’interesse della città e la pluralità dei cittadini potranno, se vorranno, essere l’anima di questo processo di condivisone.
Al termine della fase di ascolto e di scambio di idee, le sollecitazioni pervenute verranno sottoposte ad un Comitato di Saggi, indipendente dall’Amministrazione, che sappia sintetizzare e portare all’attenzione dell’Amministrazione ogni suggerimento utile e realizzabile.
L’unico limite che pongo è proprio quello della realizzabilità: abbiamo consapevolezza che non è più momento di voli pindarici, ma di metodi di lavoro certi. Perché diventi possibile, occorre che l’operazione possa essere messa sul mercato e qualche investitore la trovi remunerativa. Fin da oggi le valutazioni fatte dalla Sinloc, il soggetto a cui abbiamo sottoposto la fattibilità economica delle attività, ci informano che senza le risorse del Master Plan (i 12 milioni di euro) per cui ringraziamo la Regione, non sarebbe stato possibile ipotizzare un piano finanziario accettabile per un investitore privato.
La valutazione del rischio di impresa è una variabile che incide sulla bancabilità del piano (da cui gli investitori traggono i capitali) e quindi sulla reale possibilità di realizzazione delle opere. Le analisi condotte escludono l’ipotesi che aumentando i volumi immobiliari cresca il TIR Equity, perché per questi sussiste il potenziale (ma concreto) pericolo di invenduto che aumenta l’alea di rischio per l’investitore.
In questa area arrivano ogni giorno circa 29.000 persone con i bus e treno e altri 4.100 con le macchine.
E’ qui che si misurano le sorti del Centro Commerciale Naturale del centro città che passano da una utenza potenziale di 7,6 utenti per attività (considerando solo i residenti), a circa 200/300 utenti per attività commerciale, considerando che i parcheggi, la stazione e il terminal bus aprono il CCN all’intera area vasta ovvero a circa 460.000 abitanti. Siamo davvero uno snodo per la Regione, abbiamo un ruolo polare che non possiamo più sottovalutare. Rafforzare questo ruolo, significa metterci al centro di scambi economici e sociali importanti che ci rafforzeranno sotto tanti punti di vista. Abbiamo la grande opportunità di divenire uno snodo sostenibile. L’Area è infatti anche il fulcro naturale di sistemi di trasporto urbano che mette “a sistema” strade, mezzi di trasporto elettrici, ciclovie, trasporto urbano tradizionale, car-sharing, bike-sharing, mobilità capaci di farci diventare una vera smart city e accrescere il benessere e la qualità della vita di tutti i cittadini.
Apriamo oggi questa fase di coinvolgimento ed ascolto, il primo appuntamento è per il 16 giugno con i portatori d’interesse, ne seguirà un altro a fine mese con l’intera città.
Gli approfondimenti tecnici ad oggi condotti hanno prodotto le “regole” per la valutazione tecnico-economica di cosa si vuole realizzare. Le scelte per pervenire al progetto preliminare sono un libro da scrivere: quanto all’oggi elaborato è solo un punto di partenza necessario per consentire che il dibattito produca scelte fattibili.
Le soluzioni tecniche, ambientali, funzionali, architettoniche lasciano ampi spazi alla proposta scaturente dalla città, ferma restando la necessità che risulti verificata la congruenza economico finanziaria di quanto proposto. Il vicesindaco Enzo Del Vecchio, prendendo la parola, ha ribadito che il dibattito avrà un tempo e che si dovrà giungere alla presentazione del bando entro 7/8 mesi al massimo.

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