Pescara: cementificio all’asta, impianto riattivato?

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Pescara: all’asta, la prossima settimana, il cementificio. Un fulmine a ciel sereno sia per Comune, Provincia e Regione sia per i residenti i quali temono possa tornare a funzionare dopo la dismissione avvenuta nel 2015.

Solo ieri Regione, Provincia e Comune avevano detto no alla riapertura, in una nota congiunta, dopo la notizia che la struttura sarà messa all’asta la prossima settimana. “La sua funzione produttiva è esaurita, lavoreremo per restituire quegli spazi alla città”, hanno scritto in maniera univoca le tre amministrazioni. Cadono dalle nuvole i residenti della zona attorno a via Raiale, dove fino al 2015 era in funzione il cementificio. Lo stesso presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, lo scorso anno aveva parlato di un luogo aperto alla città, dedicato magari alla cultura e comunque all’aggregazione. Ora, invece, bisognerà attendere la prossima settimana soprattutto per capire chi si accollerà gli oneri e, difficilmente anche quelli della bonifica della zona. Per questo i cittadini temono che possa subentrare un’azienda che si occupi di produzione simile a quella del passato.

“Non vogliamo assolutamente la riapertura del cementificio – sono arrabbiati i residenti della zona – che tanti problemi ci ha creato per polveri e cattivi odori, ce n’eravamo liberati e ora la politica deve farsi carico di non permettere di nuovo a nessuno di rovinarci la salute.”

Il vice sindaco Blasioli ha puntualizzato che c’è una unità di intenti tra Regione, Provincia, Comune di Pescara:

“Quello spazio deve rinascere con una funzione diversa da quella del passato. Gli ingredienti ci sono tutti, l’unica cosa da rimettere in moto sono le idee perché questo orizzonte si avvicini sempre di più. Si tratta di un traguardo su cui è necessario puntare gli sforzi, una sfida che unisce chiare volontà istituzionali e ci impegna a varcarlo per il bene della comunità.”

Il servizio del Tg8

Sulla vicenda interviene il segretario del PD di Pescara Moreno Di Pietrantonio il quale lancia un appello alle Istituzioni affinchè realizzino il progetto ” Decementa”:

In una lunga nota, che pubblichiamo integralmente, si legge :

“A fronte dell’ asta programmata per la prossima settimana per la vendita del Cementificio di Via Raiale a Pescara facciamo un appello all’Amministrazione Comunale Provinciale e Regionale  e alla Fondazione PescaraAbruzzo affinchè  si costituisca un fronte comune onde evitare l’aggiudicazione a ditte private interessate alla sciagurata ipotesi di riattivare il Cementificio per la produzione di Cemento.  In particolare facciamo un appello alla Fondazione PescaraAbruzzo nella persona di Nicola Mattoscio affinchè scenda in campo per l’acquisto del Cementificio da riconsegnare alla Citta’ in sinergia con l’Amministrazione Comunale  per realizzare un grande progetto Socio Culturale di riqualificazione,    considerato anche  le tante iniziative messe in campo negli ultimi anni  da Mattoscio per salvare importanti strutture Culturali della nostra Citta’. Un vero programma di riqualificazione delle periferie  di Pescara non può non partire da quello che per anni ha rappresentato per la nostra Città un importante  opportunità economica e di lavoro e,   contemporaneamente un elemento di degrado ambientale e urbanistico: stiamo parlando  del Cementificio di Via Raiale da qualche tempo dismesso  nella sua attività produttiva principale di produzione di cemento per  l’edilizia. Là dove non è riuscita la protesta civica dei cittadini,  portata avanti per anni dai residenti del quartiere “3” di Villa Del Fuoco – che per decenni hanno dovuto sopportare il forte impatto dei fumi e delle polveri prodotte dall’attività del Cementificio-  a far chiudere l’attività produttiva è riuscita la grave crisi economica del settore edilizio e in particolare del cemento. Oggi ci ritroviamo la presenza di questo” Dinosauro”, apparentemente   chiuso ad ogni prospettiva, che  rappresenta al tempo stesso un elemento di degrado ma anche un’opportunità per la città, e c’e’ qualcuno che vorrebbe riportare le lancette del tempo indietro. L’idea da portare  avanti   con un iniziativa congiunta di Fondazione PescaraAbruzzo , Regione Abruzzo , Comune di Pescara e Provincia di Pescara  denominata  “Decementa”,  e’  di dare  nuova destinazione e  nuova vita ad  una struttura che oggi può essere intesa come una importante Archeologia industriale, e che può essere riqualificata come contenitore di attività culturali e sociali in piena sintonia con il Quartiere e la Città.  Accendiamo i riflettori sul ex Cementificio  lanciando una grande iniziativa  di aggregazione,  convocando i cittadini  in una giornata in cui il Cementificio si apre alla Città per discutere e sostenere la rigenerazione funzionale, ambientale e architettonica di questa struttura produttiva dismessa . Inoltre coinvolgendo le scuole in un concorso di idee. Dalla produzione del Cemento alla produzione di Cultura e di Qualità della Vita, ecco appunto “Decementa”,che in sinergia con La Città della Musica e con le altre iniziative di riqualificazione programmate o in corso, anche con l’impulso dell’economia privata, porterà funzioni di qualità ed opportunità nella periferia. Forse è necessario guardare il mondo con occhi diversi per “vedere” la bellezza che si nasconde nella città contemporanea, soprattutto nelle sue “brutte” periferie. Altrimenti c’è il rischio che prevalga un giudizio negativo troppo sommario che finirà per escludere le periferie stesse da una prospettiva di rigenerazione e rinascita. Più che in ogni altro momento del recente passato, le periferie rappresentano oggi  una grande opportunità di trasformazione e di crescita per le città. Nelle periferie vive la maggior parte della popolazione urbana, soprattutto quella più giovane, quella parte che esprime un maggiore bisogno di spazi sociali e di diritti, e che in qualche modo spinge di più per il cambiamento. A Pescara, gli spazi dismessi che esprimono queste stesse potenzialità sono tanti. L’ultimo arrivato è appunto il Cementificio.  Noi riteniamo che la conservazione della struttura possa offrire la soluzione migliore,  salvaguardando ciò che il complesso industriale rappresenta da un punto di vista storico, fisico e spaziale, riconoscendolo come “monumento contemporaneo” di Pescara, in quanto ”macchina”   che ha” messo  in scena” la produzione del materiale di cui in gran parte la città è fatta: il cemento. Questa “grande macchina” va recuperata   rigenerandola sulla base di un progetto europeo che potrebbe avere nel suo cuore la nuova sede Rai (e magari di altre tv private), “studios” per fiction televisive e cinematografiche, oltre che la ormai non più rinviabile Filmcommission, per il suo valore strategico di promozione turistica del territorio: in buona sostanza una “fabbrica” del terziario creativo.  Altri usi funzionali allo sviluppo di attività artistiche e/o ricreativi e commerciali, un parco, in particolare un adeguato spazio per grandi eventi, potrebbero accompagnare il recupero dell’impianto, magari collegato attraverso un ponte pedonale coperto all’altra sponda del fiume in territorio di Spoltore, senza tralasciare la discesa sulla sponda pescarese dove a breve , non solo entrerà in funzione la  “Città della Musica”, ma dove sarà possibile realizzare quel grande parco verde auspicato da tanti Cittadini residenti nel quartiere. La città e la collettività hanno sostenuto un prezzo ambientale altissimo alla permanenza del Cementificio in quella posizione urbana, a fronte di un uso e di uno sfruttamento economico più che vantaggioso, reiterato nel tempo, che ha ripagato ampiamente e in avanzo l’acquisto e il valore odierno dell’area”.

 

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