Orso ucciso: Sulmona, processo rinviato a martedì prossimo

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Rinviato al 14 novembre a Sulmona, il processo al bracconiere che nel 2014 uccise un giovane esemplare di orso marsicano.

Slitta la prima udienza a Sulmona, per cause di forza maggiore e cioè l’assenza del giudice che avrebbe dovuto presiedere l’udienza. Rinviato a martedì prossimo, 14 novembre, il processo al bracconiere che nel settembre del 2014 uccise a fucilate un giovane esemplare di orso marsicano, nel territorio di Pettorano. L’uomo, operaio, è stato rinviato a giudizio per avere ucciso a colpi di fucile, per sua stessa ammissione, un orso marsicano, ritrovato morto su una pista ciclabile a Pettorano sul Gizio, nell’aquilano, nel settembre 2014.

“L’ultimo responsabile di un atto di bracconaggio nei confronti di un orso d’Abruzzo individuato e processato risale a più di 30 anni fa, – afferma l’associazione Salviamo L’Orso che si è costituita pare civile – nel frattempo sono stati circa 80, solo dal 1971, i plantigradi uccisi con armi da fuoco o con il veleno, la causa di metà di queste morti è stata ufficialmente accertata senz’ombra di dubbio mentre per l’altra metà si sospettano le stesse cause nonostante che le condizioni di ritrovamento dei resti degli animali non abbiano mai permesso l’individuazione certa della causa. Sono numeri impressionanti – prosegue l’associazione Salviamo l’Orso – ma ancor più impressionante è stata l’impunità di cui hanno goduto gli autori di questa vera e propria strage ai danni di una specie che è ufficialmente protetta dagli anni 30 dello scorso secolo. Una specie animale innocua (come i recentissimi studi genomici hanno dimostrato), particolarmente mite ed amata dalla maggioranza degli abruzzesi e degli italiani che purtroppo ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo a causa dell’intolleranza di pochi individui senza scrupoli ed accecati dalla propria ignoranza”.

All’epoca, nelle sue dichiarazioni spontanee, l’uomo disse di essere uscito con il fucile per difendere la sua famiglia e che poi, trovandosi davanti l’orso, aveva avuto paura e indietreggiando gli era partito un colpo. Aggiunse che, solo al momento del ritrovamento dell’orso morto, aveva capito di essere lui il colpevole