L’Aquila, scuole provincia: il liceo Cotugno a settembre nei Musp

Tutti gli studenti del Convitto Cotugno dell’Aquila a settembre faranno lezione nei Musp – i moduli scolastici provvisori – lasciati liberi dalla scuola Micarelli e dalla Dottrina cristiana, che torneranno in centro storico nelle strutture recentemente restaurate dopo il terremoto.

Durante l’incontro di ieri nella sede di via Monte Cagno, la Provincia dell’Aquila ha risposto così con determinazione alle preoccupazioni dei dirigenti scolastici e del Comitato “Scuole sicure” sulla ricostruzione delle scuole aquilane.

“Una ricostruzione che – spiega il delegato all’edilizia scolastica Vincenzo Calvisi – paga lo scotto dei ritardi passati E delle lungaggini burocratiche e che soltanto ora entra davvero nel vivo”.

Archiviata l’ipotesi ex Optimes (per la mancanza delle autorizzazioni, dell’agibilità come edificio a uso scolastico essendo un ex fabbrica e per altri motivi) Si sta tra l’altro ragionando sulle location future e definitive in cui collocare le scuole, tra cui appunto il Cotugno: Villa Gioia? Collemaggio? Pettino? Tutto ancora da definire, occorre un’area di almeno 4 ettari. Ed è in corso la progettazione preliminare per la costruzione ex novo proprio del Cotugno a valere sui recenti fondi stanziati dalla Cipe (13 milioni di euro) in contemporanea con il progetto di abbattimento e ricostruzione dell’istituto Ipsiasar, che entro l’anno verrà appaltato (con una spesa di 7 milioni e mezzo di euro ) e l’edificio ex-Itas in viale Duca degli Abruzzi per risorse pari a 7,4 milioni di euro, per un totale di 30 milioni di euro.

Intanto nel fiorire delle proposte c’è da ricordare quella dell’ex caserma Rossi, nel fiorire di proposte rilanciate dal comitato Scuole sicure, dai genitori e da alcuni dirigenti scolastiche – tra cui Pettino, Villa Gioia e Collemaggio – l’ex primo cittadino Massimo Cialente ricorda che: nel 2012 il Governo Monti votò, in seduta del Consiglio dei ministri, con proposta di sette ministri, l’accordo, poi sottoscritto, con Comune dell’Aquila e Provincia per riutilizzare la dismessa caserma Rossi ( che per legge deve interamente passare al Comune), destinandola a un grande CAMPUS studentesco.
Successivamente alla firma del protocollo – ricorda Cialente – venne redatto un masterplan esigenziale, nel quale, cioè, venne indicato quali e quante scuole medie inferiori (di pertinenza comunale) si sarebbero potute realizzare in quell’area. Per altre scuole – ricorda sempre Cialente – i finanziamenti sono arrivati nel 2013 e si sono avviati gli iter per la ricostruzione. Ma poi da allora i ritardi si sono succeduti, sia per i tempi lunghi necessari per tutti i passaggi del codice degli appalti, sia per i ricorsi al TAR. Ostacoli che hanno bloccato molte scuole, ad esempio Arischia, Marielle Ventre, de Amicis e altre ancora.

 

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