L’Aquila: arrestato stalker seriale

La Polizia ha arrestato lo stalker seriale che per compiere atti persecutori nei confronti della sua ex, aveva terrorizzato “mezza L’Aquila”.

E’ finito in manette lo stalker seriale che, per compiere atti persecutori nei confronti della sua ex, ha terrorizzato per un anno intero “mezza L’Aquila”. La Polizia ha arrestato l’uomo che aveva procurato vari casi di allarme sociale tra cui quello bomba, ripetuto 3 volte nel giro di qualche mese ai danni di una scuola materna del capoluogo, ed aveva compiuto atti intimidatori nei confronti di parenti e amici della sua ex compagna ma anche di sconosciuti, facendo poi sempre ricadere la colpa su di lei.  Il soggetto arrestato, recluso in carcere con l’accusa di stalking, e’ un aquilano di 39 anni, ex dipendete della Croce Bianca dell’Aquila. I fatti risalgono ad inizio 2015:  una trentenne aquilana sporge una serie di denunce/querele per atti persecutori sia nei propri che nei confronti del proprio nucleo familiare. da subito l’attenzione degli investigatori si concentra  su un quarantenne del posto, con cui la denunciate ha intrattenuto una breve relazione sentimentale. L’uomo, oltre a conoscere perfettamente la sua vittima, conosce altrettanto la sua famiglia per aver svolto attività  di consulente informatico . Proprio per via delle sue competenze tecniche adotta una serie di “stratagemmi informatici” che hanno causato  imbarazzanti turbamenti quotidiani, violenze psicologiche ed economiche. Confeziona numerosissimi documenti, una quantita’ interminabile di messaggi e mail che invia da diversi “account” creati di volta in volta e corredati da dati e generalita’ di altre persone, sostituendosi, di fatto, ad esse, per finalita’ offensive, estorsive, minacciose e compromettenti. Con i dati della donna lo stalker, sempre in via telematica, apre conti correnti, richiede l’attivazione di servizi a compagnie come “sky” e “fastweb” o a societa’ finanziarie, fa acquisti on line, posta foto sui vari social network dove fa apparire la sua vittima come offerente di prestazioni sessuali. Episodio inquietante – secondo gli investigatori – e’ aver inviato alla denunciate, tramite il servizio “messenger” di facebook, una foto del suo bimbo di tre anni con un “pene” accanto alla bocca. Tali atti persecutori si protraggono per tutto il decorso anno 2015 ma alla fine del mese di settembre l’uomo crea il panico in citta’ poiche’ a distanza di pochi giorni fa una serie di telefonate annunciando il posizionamento di un ordigno all’interno di una scuola materna del capoluogo, frequentato dal bimbo della denunciate e dove la stessa ha prestato la propria attivita’ lavorativa fino al maggio del 2015, quando e’ stata spostata proprio a seguito di una prima telefonata di “allarme bomba”. Personale della squadra mobile, avvalendosi anche della consulenza di un perito nominato dal tribunale, con un lavoro di analisi meticoloso e certosino e’ riuscito a risalire a tutti gli “account” creati “ad hoc” dallo stalker per compiere le sue azioni criminose e ad inchiodarlo alle sue responsabilita’ per ogni atto compiuto ai danni delle sue vittime.