Assemblea Brioni, sindacati: “No a licenziamenti”

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Partecipata assemblea nel pomeriggio allo stadio di Penne dove i 1.200 lavoratori della Brioni hanno incontrato i sindacati i quali ribadiscono: “Non vogliamo nemmeno un licenziamento”.

A riferire l’esito dell’incontro tra lavoratori della Brioni e sindacati, Cgil, Cisl e Uil, Domenico Ronca della Cgil il quale ha sottolineato come la linea è unitaria e si va avanti ribadendo all’azienda che non si accetterà nemmeno un licenziamento. Dall’incontro in Regione, di qualche giorno fa, l’azienda ha fatto sapere che gli esuberi sono scesi da 400 a 139, ma per i sindacati questa non è una linea percorribile visto che tutti i posti di lavoro devono essere salvaguardati. Ronca ha precisato che risultati si sono avuti, innanzitutto è stato impedito all’azienda di aprire la procedura di mobilità, poi sono stati salvati 74 posti di lavoro grazie all’internazionalizzazione. I sindacati hanno fatto sapere ai vertici della Brioni che i lavoratori sono disponibili a una riduzione di orario, a 32 ore, qualora, però, venga accolta la linea comune delle organizzazioni sindacali e delle Rsu e alla mobilità volontaria. Si è discusso, sempre in Regione, dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Ma la linea unitaria resta sempre la stessa, e cioè, spiegano i sindacati, salvaguardare tutti i posti di lavoro degli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova.

Leonardo D’Addazio, sindacalista Cisl ha detto che “non c’è ipotesi di accordo al momento: è positivo l’avvio di una trattativa, ma non siamo certo soddisfatti”. “Dobbiamo continuare a lottare per difendere il nostro posto di lavoro. La presenza oggi di ancora più persone rispetto all’assemblea di un mese fa dimostra che se uniti possiamo raggiungere i risultati che ci siamo prefissati. C’è una intera area che lotta per salvaguardare un insediamento da cui dipendono le sorti dell’economia Vestina”. Secondo Domenico Ronca, segretario Filctem Pescara, “qualche piccolo passo avanti in questa vertenza è stato fatto perché siamo riusciti ad impedire all’azienda di aprire la procedura di mobilità che si voleva perseguire e che fino all’ultimo ha tentato di portare a termine. Oggi l’obiettivo che vogliamo è quello, se è possibile, di evitare qualsiasi licenziamento considerando che possiamo contare anche sulla solidarietà delle istituzioni ed enti locali. Un fatto importante e non scontato: io voglio dire che oltre a ringraziare il Ministero del Lavoro, la Regione Abruzzo e il vice presidente Lolli, voglio dire che questo è il risultato soprattutto della iniziativa e della unitarietà dei lavoratori che hanno posto all’attenzione di tutti una vertenza che va oltre i confini regionali”. Luca Piersante della Uil ha sottolineato come “noi abbiamo intenzione di salvare il salvabile e cioè tutti i posti di lavoro. La vertenza è complicata perché 450 esuberi non si dichiarano dalla sera alla mattina e purtroppo l’azienda ha messo in campo un piano industriale, a cui doveva legare questi esuberi, che non ci soddisfa e purtroppo non riesce a soddisfare neanche la possibilità di azzerare questi numeri e quindi gli sbocchi ora sono quelli di attivare gli ammortizzatori sociali e cercare di far mettere dalla proprietà dei fondi sul Piano industriale per cercare di riportare dentro più lavoro possibile”.

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected] o .it". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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