Ricostruzione: la cantina Ju Boss trasloca ma non molla

Il primo giorno che ha aperto al pubblico è stato 129 anni fa. Nel 1931 la sua gestione passò a Mariano Massari, chiamato “il boss” per il suo passato di migrante in America.

Nel 2009 ha superato lo scoglio drammatico del sisma riaprendo in via Castello dopo soltanto 8 mesi dalla scossa che distrusse la città: tutt’intorno solo deserto e macerie, ma arrivarono in centinaia, forse un migliaio per stringere la mano ai proprietari, a Franco e Giorgio, a Pierluigi e Fabrizio, e assaggiare ancora vino buono e la famosa focaccia con la frittata la cui ricetta resta un segreto.

Stiamo parlando della Cantina ju Boss, un’istituzione all’Aquila e non solo. Ora anche lei dovrà traslocare: effetto di quel processo di ricostruzione che deve andare avanti e non guarda in faccia nessuno. Il locale infatti fa parte di un aggregato che sarà cantierizzato entro un paio di mesi.

Ma niente paura per i clienti di una vita: il Boss non lo ferma nessuno, figuriamoci la ricostruzione.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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