Le sorelle: “Ce l’hanno uccisa”, flash mob per Anna Carlini

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“Giustizia per Anna Carlini”, flash mob davanti al tribunale di Pescara per non dimenticare la donna di 33 anni, trovata morta la notte tra il 29 e il 30 agosto 2017 nel sottopasso ferroviario della stazione centrale.

Oggi l’udienza preliminare: principale imputato con le accuse di stupro e di omissione di soccorso il rumeno Nelu Ciuraru e per omissione di soccorso, il suo connazionale, Robert Cioragariu. Ma per le sorelle di Anna, Jessica e Isabella, non basta. All’inizio si pensava a un malore ma successive indagini e testimonianze, hanno fatto emergere una realtà ben più grave. Anna, affetta da problemi psichici secondo l’accusa, è stata condotta in stato confusionale nel tunnel della stazione, dove nel corso della notte il principale imputato avrebbe abusato di lei per poi abbandonarla, assieme all’altro connazionale, al suo destino. A supporto della ricostruzione dell’accusa, le testimonianze di tre persone che erano presenti nel tunnel. Per le sorelle, Anna “è stata uccisa” e chiedono disperatamente che venga preso in considerazione questo capo d’accusa. “Anna, – aggiunge Jessica – non beveva, l’hanno fatta stordire e poi violentata e lasciata morire”.

Intanto escono dal procedimento gli atti acquisiti in sede di incidente probatorio. Il gup del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea ha accolto la richiesta della difesa di uno dei due imputati.

L’iniziativa di oggi ha visto la partecipazione di associazioni e sindacati impegnati sul territorio contro la violenza di genere e l’obiettivo principale del raduno è stato quello di chiedere giustizia per Anna: “Vogliamo tenere accesi i riflettori sull’ennesimo fatto di cronaca che vede come vittima una donna. Vogliamo una società più giusta dove la dignità umana resta un valore fondamentale!”, dicono gli organizzatori.

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