Pedaggi A24 ed A25: sindaci indignati con Mit: “Nessuna risposta”

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Pedaggi A24-A25: i sindaci si dicono indignati con il ministero dei Trasporti e tornano a preparare una ulteriore protesta. Amministratori abruzzesi e laziali lamentano le mancate risposte nell’incontro di ieri al ministero.

Delusione e rabbia per quello che è stato un incontro inutile. Con queste parole la sindaca di Carsoli Velia Nazzaro, portavoce degli oltre 80 sindaci delle due regioni, Abruzzo e Lazio, coinvolte nei mega rincari dei pedaggi autostradali della A24 e A25 scattati nel gennaio scorso, commenta l’incontro di ieri con il ministro pentastellato delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Incontro che si è concluso con un nulla di fatto. Disattesi tutti gli impegni presi nel precedente incontro del 5 luglio, in occasione del quale ai sindaci dei territori interessati dai rincari (che sfiorano il 13%), il ministro aveva chiesto il tempo necessario per capire come intervenire concretamente, promettendo che l’incontro successivo (quello che poi si è tenuto ieri) sarebbe servito per mettere a punto azioni concrete e di rapida attuazione. A partire dalla definizione del Pef, il Piano economico finanziario nel quale – fra le altre cose – vengono determinati i criteri e le valutazioni riguardanti la gestione delle autostrade italiane.

“Strada dei Parchi – dice la sindaca Nazzaro – è l’unica concessionaria che da anni non ha il Pef aggiornato”.

La sindaca tuona contro il Governo e denuncia l’assenza, ieri al Mit, anche di tutta la politica parlamentare di riferimento abruzzese, che ha lasciato soli i sindaci. Dunque, per i primi cittadini quella di ieri è stata una inutile trasferta, buona soltanto per la foto ricordo di rito con il ministro Toninelli. Il quale, andato via dopo pochi minuti, ha lasciato i sindaci soli a confrontarsi con la segretaria del ministro e il capo di gabinetto, ignari delle conclusioni raggiunte nel precedente incontro con il sottosegretario Michele Dell’Orco. Soltanto qualche vaga rassicurazione affidata a una nota del Mit, che si è impegnato “a valutare soluzioni straordinarie e temporanee che possano alleviare il disagio in attesa di approvazione del nuovo piano”.

Gli “inconsapevoli” interlocutori di ieri – spiegano i sindaci – stante il mese di Agosto alle porte, hanno dichiarato che a oggi, non sembrano percorribili soluzioni straordinarie e temporanee”.

La richiesta dei sindaci di riportare le tariffe al 31 dicembre del 2017 è stata, dunque, disattesa. Inaccettabile per i sindaci l’impegno del Governo a “ridurre l’aumento percentuale previsto per il primo gennaio”, rinviato alla legge di Stabilità, come pure inaccettabile la promessa del ministro “a calmierare le tariffe in tempi rapidi e con i mezzi legislativi più idonei”.

Promesse che non sono bastate ai sindaci indignati e determinati più che mai a riprendere, prima di Ferragosto, la loro protesta con azioni eclatanti. Primo appuntamento lunedì 6 agosto a Carsoli per decidere il da farsi, perché il tempo corre e non sono scongiurati nemmeno gli ulteriori aumenti previsti dal prossimo gennaio. Ora, però, occorre allargare il fronte della partecipazione: ancora troppo pochi, infatti, i sindaci dei centinaia di Comuni delle due regioni che hanno aderito alla protesta.

In una nota da parte sua, il Mit sottolinea di aver:

Recepito con grande attenzione le istanze dei sindaci, il ministro ha assicurato il rispetto della normativa sulla trasparenza in ordine alle concessioni e si è impegnato a calmierare le tariffe in tempi rapidi e con i mezzi legislativi più idonei.

Ma la protesta dei sindaci contro il rincaro dei pedaggi autostradali di A24 ed A25 va avanti.

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