Rigopiano: grazie al lavoro dei detenuti riapre sentiero

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Grazie al lavoro di otto detenuti del carcere di Pescara, è stato riaperto il sentiero del Vitello d’Oro nel territorio di Farindola colpito dalla tragedia della valanga di Rigopiano del gennaio scorso. Ieri taglio del nastro con il sottosegretario Chiavaroli.

La giornata di ieri sarà ricordato dai farindolesi come il giorno della ripartenza. Si riannoda il filo spezzato il 18 gennaio con la tragedia dell’hotel Rigopiano, grazie alla riapertura di strade e sentieri naturalistici che hanno da sempre caratterizzato il comune vestino. Gli eventi calamitosi di gennaio e quella terribile valanga hanno sconvolto la comunità oltre ad aver paralizzato il territorio di Farindola. Quel territorio non si è arreso ed ha avuto la forza di ripartire.

Nel pomeriggio di ieri è stato riaperto, alla presenza del Sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, dell’Onorevole Maurizio Lupi, del Sindaco Lacchetta e del Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Navarra, il sentiero del Vitello D’Oro, che dal centro del paese porta fino alle meravigliose cascate.

“Quello che facciamo oggi, oltre che un fatto concreto e non un annuncio o una promessa, è un segno, non solo per l’Abruzzo ma per tutto il Paese: è possibile ricostruire, è possibile ricominciare. La demoralizzazione, che è umana, giustificata, dopo eventi distruttivi come quelli che hanno colpito la “nostra” regione (sono un po’ abruzzese anch’io) non è l’ultima parola. Si ricomincia sempre e ricominciare, oltre che un fatto economico, è un avvenimento sociale e culturale, perché coinvolge tutti anche quelli che una certa mentalità considera esclusi, tagliati fuori, come i detenuti. Si deve alla sensibilità e alla tenacia del sottosegretario Chiavaroli l’attuazione di questo progetto, credo che tutti dobbiamo essergliene grati” ha dichiarato l’Onorevole Maurizio Lupi, Presidente del Gruppo alla Camera dei Deputati di Alternativa Popolare”.

La ricostruzione in tempi record del sentiero si è reso possibile grazie al lavoro di 8 detenuti del carcere di Pescara. Un progetto frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto nel mese di giugno tra il Ministero della Giustizia, il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise, l’Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e Comune di Farindola.

“Questo progetto è la prova di come la sinergia tra diversi Enti porti risultati positivi”. Commenta con soddisfazione il Sottosegretario Chiavaroli.

“Attraverso un impegno condiviso è stata offerta ai detenuti l’opportunità di riscattare, almeno in parte, il debito contratto con la società, ma soprattutto è stata restituita a Farindola una risorsa turistica importante. Vedere oggi in questo luogo un tale fermento di iniziative, quali la riapertura della strada provinciale tra Farindola e Rigopiano, il ripristino del sentiero che conduce alla cascata, l’apertura del Ristorante “La Cuccumella”, è fonte di grande speranza per questo territorio. Dal mio canto sono veramente grata all’Amministrazione Penitenziaria, agli otto detenuti che si sono impegnati senza riserve, alla Polizia Penitenziaria che ha garantito la sicurezza con discrezione e disponibilità, agli operai del Parco che hanno guidato i lavori, all’Associazione degli Alpini di Farindola e ovviamente a tutte le istituzioni che hanno creduto in questa iniziativa” conclude il Sottosegretario.

Il Sentiero è stato intitolato alla memoria di Marco Riccitelli, ragazzo farindolese di 29 anni annegato il 24 agosto dello scorso anno nel mare di Punta Aderci a Vasto, insieme all’amico Claudio Basilavecchia.
Farindola e con essa l’area vestina riparte valorizzando i suoi sentieri più belli, le sue tradizioni e la memoria dei suoi abitanti.