Terremoto, all’1.35 scossa da 4.8 nel maceratese

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Nuova scossa di terremoto nel Centro Italia all’1:35. L’Ingv riporta come epicentro la zona a cavallo fra i centri terremotati di Pieve Torina, Fiordimonte e Pievebovigliana, in provincia di Macerata, con una magnitudo di 4.8.

La scossa è stata percepita distintamente in particolare nelle Marche, in tutta la zona del cratere fino ad Ascoli Piceno e Ancona. Sono in corso controlli dei Vigili del fuoco. Sono state oltre 75 le scosse di terremoto (di magnitudo non inferiore a 2) registrate nel Centro Italia dalla mezzanotte. Oltre a quella dell’1:35, alle 3:38 la terra ha tremato con magnitudo 3.2 ed epicentro a Ussita (Macerata). Un lieve sisma di magnitudo 2 è stato registrato poco dopo la mezzanotte anche in provincia di Firenze, con epicentro a Castelfiorentino. Notte di paura per gli sfollati abruzzesi il cui numero sale di ora in ora.
Due le scosse nella notte registrate in provincia de L’Aquila: la prima di magnitudo 2.5 alle 5:14, la seconda di magnitudo 2.3 alle 6:18, entrambe con epicentro tra Capitignano e Montereale. In entrambi i casi, l’epicentro è stato ad una profondità di 14 chilometri.

La sequenza sismica continua con un numero complessivo di scosse pari a circa 22.200 dal 24 agosto. Alle ore 09:00 di oggi, 3 novembre, sono circa 634 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, 41 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5. ( fonte INGV)

GLI SFOLLATI ABRUZZESI – Intanto si aggiornano costantemente i numeri della popolazione abruzzese assistita: attualmente 1819 persone sono in strutture di accoglienza, 180 usufruiscono del Contributo di Autonoma Sistemazione, e 400 sono in Hotel e residences. Ammonta a 106 il numero dei comuni abruzzesi danneggiati dal sisma  per un totale di 12mila segnalazioni, il 60% delle quali registrati nella provincia di Teramo. La stima però è destinata a salire. Gli edifici di culto danneggiati sono stati 346, le scuole 265 (180 nel teramano).

Nuova scossa di terremoto alle 14.10 con epicentro nella zona di Rieti, registrata dall’INGV, di Magnitudo 3.7. Il terremoto è stato avvertito dalle popolazioni dei centri abruzzesi dell’entroterra teramano e aquilano. A Montorio al Vomano gente in strada. E un terremoto di magnitudo 3.5 è stato rilevato alle 15.41 nella zona di Macerata. Nel pomeriggio dichiarata inagibile la sede dell’ARTA di Teramo che include le analisi chimiche, microbiologiche, tossicologiche e biologiche e centro di riferimento regionale per l’amianto. Il Sindaco Brucchi, dopo una serie di rapide valutazioni, ha individuato la sede provvisoria dell’Ente, di fatto garantendone la permanenza nel capoluogo, presso il Parco della Scienza.

Intanto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha ribadito a Teramo, nel corso di un sopralluogo nel capoluogo e in alcuni centri dell’entroterra, che tutti i danni verranno indennizzati: a patto che venga provato il rapporto causa-effetto, il governatore ha annunciato che grazie anche alle convenzioni con gli ingegneri abruzzesi sarà allargata la platea dei tecnici certificati per le verifiche, che saranno almeno 200.

“L’Abruzzo entra di diritto tra le regioni di questo terremoto – spiega D’Alfonso – e le 30 mila richieste dei cittadini danneggiati che presumibilmente arriveranno saranno tenute in considerazione come quelle delle altre regioni”. Il governatore, che nel pomeriggio partecipa a Roma a un incontro Palazzo Chigi con Vasco Errani, ha detto che “per estensione questo terremoto ha segnato il salto di qualità dell’evento, coinvolgendo a pieno titolo anche la nostra regione. Le garanzie ci sono e non ci sono paragoni tra questo livello di copertura normativa e finanziaria e i livelli precedenti conseguiti con un atteggiamento di antagonismo territoriale grazie alla bravura di Lolli, Cialente, Pezzopane in passato. Qui Palazzo Chigi ha da subito dimostrato la volontà di scrivere a quattro mani norme e finanziamenti. L’aspetto innovativo è questo: ogni danno troverà copertura normativa e finanziaria, l’unico obbligo sarà quello di dimostrare i danni da terremoto”. Si rivolge “ai proprietari delle abitazioni private, dei beni pubblici e ai conducenti delle attività economiche”, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, “per rassicurarli” nel corso del suo incontro a Teramo con il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, nelle sede del Centro operativo comunale al comando dei vigili urbani in piazzale San Francesco, per fare il punto della situazione dopo il terremoto del 30 ottobre scorso. D’Alfonso ha poi risposto ai sindaci che da più parti, subissati dalle richieste di verifiche sismiche, hanno richiesto un sostegno più presente. “Noi abbiamo un certo numero di Comuni e di beni patrimoniali pubblici e privati in crescita, ma quello che è cresciuto è il numero delle verifiche: abbiamo oltre le 20 mila esigenze, a fronte di un patrimonio di richieste in tutta l’Italia che ne conta 300 mila. Abbiamo chiesto – ha aggiunto D’Alfonso – a Palazzo Chigi di produrre una norma che renda più facili le verifiche, sulla base delle schede ‘Aedes’, per soddisfare le esigenze non con i mesi che probabilmente serviranno, ma nell’arco di poche settimane”. Il Governatore si sente sicuro “nella battaglia di pretendere ogni forma di copertura normativa e finanziaria che già abbiamo per l’Abruzzo, perché colgo le differenze con le altre regioni nelle conseguenze di questo terremoto”.

E l’appello congiunto è stato lanciato al Governo dal sindaco di Teramo Maurizio Brucchi con i colleghi di Ascoli Piceno Guido Castelli, di Fermo Paolo Calcinaro, di Macerata Romano Carancini, di Terni Leopoldo Di Girolamo e di Rieti Simone Petrangeli.

“I nostri Comuni – hanno detto i primi cittadini – siano destinatari delle misure e delle azioni di sostegno che saranno stabilite a beneficio dei territori colpiti dal sisma. Le nostre città capoluogo di provincia hanno anche il carico logistico di ospitare funzioni di livello sovra comunale: anche per questo andrebbe garantita loro l’opportunità di ricostruire e risanare bene e presto ciò che è stato compromesso”.

A Teramo sono state chiuse due delle tre aree di accoglienza notturna che il Comune aveva predisposto per il ricovero delle persone le cui abitazioni erano state dichiarate inagibili. Il provvedimento odierno scaturisce dall’evolversi della situazione, con le famiglie che gradualmente stanno optando tra la scelta dell’autonoma sistemazione o dell’ospitalità in strutture ricettive; ciò determina l’assottigliarsi del numero dei fruitori per i quali è ora sufficiente l’unico centro del Palabinchi all’Acquaviva, che ovviamente rimarrà aperto , con lettini e con la disponibilità di pasti. Sabato prossimo non si svolgerà il mercato settimanale. La decisione è legata alle verifiche in corso, riguardanti gli edifici del centro storico situati lungo il percorso del mercato stesso. La giornata di mercato, come stabilito dalla normativa, sarà recuperata in futuro con data che verrà comunicata agli interessati e agli organi di informazione.
Per la settimana successiva, l’amministrazione valuterà le possibili sedi alternative a quelle usuali, qualora dovesse rendersi necessario spostare il mercato. Oggi sono state emanate 12 Ordinanze di sgombero che hanno interessato 39 nuclei familiari residenti in via Giovanni XXIII, 26; Viale Bovio; Palazzo Cerulli, nel corso omonimo; e nelle frazioni Valle San Giovanni, Garrano, Mezzanotte.
Il totale delle ordinanze di sgombero per inagibilità degli edifici è, ad oggi, di 187. Sono state chiuse tre attività commerciali lungo Corso Cerulli, che insistevano al piano terra di Palazzo Cerulli. Da stamattina sono state avviate le verifiche DICOMAC sugli edifici scolastici con i tecnici della Protezione Civile.

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