A Spoltore cellulari vietati in classe

Nuovo anno scolastico nuovo regolamento per gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Spoltore: il dirigente scolastico, dal 2011, Bruno D’Anteo ha vietato cellulari e affini a scuola.

Fa notizia la decisione del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Spoltore di vietare cellulari e affini a scuola. Una scelta che Bruno D’Anteo difende e motiva nel regolamento diramato tra docenti, alunni e genitori: cellulari e altri dispositivi dovranno restare lontani da aule e lezioni salvo specifiche richieste dei genitori, richieste che dovranno essere di volta in volta valutate e semmai accettate. Distraggono, danno fastidio a chi le lezioni vuole seguirle ma soprattutto si rendono protagonisti di quei sempre più dilaganti fenomeni di bullismo e violenza psicologica: per questi motivi il dirigente scolastico ha ritenuto che almeno nelle ore in aula i ragazzi possano fare tranquillamente a meno dei loro amati cellulari. E se, come era ovvio che fosse, non sono mancate reazioni e polemiche in realtà quella di D’Anteo è una decisione presa anche in moltissime altre scuole italiane. In Gran Bretagna più di nove istituti su dieci proibiscono agli studenti di portare lo smartphone in classe. In Italia il divieto c’è, ma pochissimi lo rispettano.

Quanto al regolamento (regolamento-uso-dei-cellulari-a-scuola-a-s-2016-2017) leggiamo: “Gli alunni non possono portare a scuola il cellulare, viste anche le numerose esperienze pregresse di uso improprio, la distrazione che esso provoca e il disturbo durante le attività nella scuola, per l’alunno stesso e per la comunità scolastica tutta…”. E ancora: “La ragione di tale divieto è da ricondurre all’esigenza di non turbare lo svolgimento delle lezioni e delle attività didattiche, evitare ogni forma di distrazione e rispettare reciprocamente i compagni, gli insegnanti e l’istituzione scolastica. In particolare è vietato l’uso improprio del telefonino per riprendere, tramite foto o videoregistrazioni, senza la formale autorizzazione degli interessati, situazioni o persone: queste circostanze configurano la violazione dei diritti alla tutela della propria immagine e la lesione della privacy individuale, reati di cui, in caso di contenzioso, sono direttamente chiamati a rispondere i genitori degli alunni, per il risarcimento dei danni morali e materiali“.

 

Secondo la ricerca di Louis-Philippe Beland e Richard Murphy pubblicata dal “Centre for Economic Performance” della London School of Economics proibire i cellulari equivale a studiare una settimana in più all’anno. Oltre ad essere un gran sollievo per i professori, ne guadagnano anche i ragazzi: gli studi si attestano a un più 6 per cento nei test tra gli studenti di sedici anni che hanno detto addio a messaggi e giochi sotto il banco.

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