CdA Ud’A, la lettera dei 90 teatini

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Sono 90, sono tutti teatini doc e hanno firmato una lettera indirizzata al rettore della “d’Annunzio” Di Ilio per chiedere un confronto ma soprattutto la nomina di un teatino nel Consiglio di Amministrazione.

Per chi si domandava che fine avessero fatto le polemiche innescate dalle nomine in seno al CdA dell’Università “d’Annunzio” la risposta arriva da una lettera sottoscritta da 90 teatini doc e indirizzata al Magnifico Di Ilio. La vicenda è quella del recente rinnovo del CdA orfano, per la prima volta nella storia dell’ateneo di Chieti-Pescara, di un rappresentate della città di Chieti: dopo le polemiche sollevate dal sindaco Di Primio e dal consigliere Febbo nessun dietrofront da parte dei vertici della “d’Annunzio” che, anzi, hanno ratificato le nomine in barba alla richiesta di un ripensamento dando pieno mandato al nuovo consiglio. E se qualcuno sperava che la vicenda si fosse spenta o comunque ridimensionata, una doccia gelata arriva sul capo di Di Ilio: ad aprire il rubinetto 90 teatini doc pronti a tutto pur di veder nominato un rappresentante della città in seno al CdA. Ci sono nomi dell’imprenditoria locale ma anche politici, artisti, intellettuali: tutti insieme sollecitano un incontro col Rettore che, tuttavia, non abbia il solo sapore del parlare a buoi scappati. Quello dei 90 teatini è un vero e proprio atto di sfiducia nei confronti di un rettorato in scadenza: una levata di scudi animata dalla volontà di far compiere a Di Ilio il passo indietro già sollecitato da sindaco e altri politici teatini. E se da subito a far gridare allo scandalo è stata la nomina in CdA di Civitarese, certamente docente Ud’A ma anche assessore al Comune di Pescara, ora a chiedere un teatino in consiglio sono davvero in tanti convinti che così come ad oggi concepito il CdA della “d’Annunzio” sia uno schiaffo alla città.

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