Centrodestra Pescara, il mercatino etnico è tutto da rifare

Centrodestra Pescara, il mercatino etnico è tutto da rifare. I rappresentanti di Forza Pescara, Pescara in Testa e Pescara Futura intervengono sul mercatino etnico da realizzare nel sottopasso di Via Ferrai nei pressi della stazione ferroviaria e ribadiscono che è tutto sbagliato e tutto da rifare.

“La delibera approvata per la costituzione del nuovo Mercatino etnico sotto il tunnel delle Ferrovie va annullata in autotutela e riportata in Consiglio comunale. Lo ha certificato il Collegio dei Revisori dei Conti che, rispondendo alla nostra nota del 13 marzo scorso, ha rilevato degli evidenti e lampanti vizi contabili che minano l’efficacia e la legittimità dell’atto approvato dalla maggioranza di sinistra. Quella delibera, in sostanza, può essere esaminata in Consiglio comunale solo dopo l’approvazione del conto consuntivo, esattamente come abbiamo sostenuto sin dall’inizio. Abbiamo già trasmesso il parere dei Revisori al sindaco Alessandrini, al Presidente del Consiglio comunale Pagnanelli e al Segretario Generale, chiedendo di ottemperare a quanto disposto dal Collegio, sperando di non dover interessare della vicenda anche Organi terzi, a partire dalla Corte dei Conti”. Lo hanno ufficializzato i consiglieri comunali di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara Futura con una conferenza stampa: presenti Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Fabrizio Rapposelli, Luigi Albore Mascia ed Eugenio Seccia per Forza Italia, Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore per Pescara in Testa, e Carlo Masci per Pescara Futura.

“Lo abbiamo sempre detto: la partita del nuovo mercatino etnico è tutt’altro che chiusa, anzi deve ricominciare da zero – ha sottolineato il Capogruppo FI Antonelli -. Come abbiamo rilevato già in sede di Consiglio comunale, quando ci siamo assentati dall’aula dopo aver posto la diffida sul voto della delibera sull’istituzione del nuovo mercato, e come poi abbiamo riportato nella nota indirizzata al Collegio dei Revisori dei Conti che, in base al Testo Unico degli Enti locali, vigila sulla correttezza finanziaria e contabile degli atti emessi dal Comune, la delibera sul progetto preliminare del nuovo mercatino, da allestire sotto il tunnel delle ferrovie, reca in sé una serie di vizi contabili oggi certificati anche dai Revisori dei Conti In sostanza, i fondi con cui la giunta Alessandrini intende finanziare l’intervento, non erano immediatamente disponibili, ovvero parliamo di 105mila euro quale avanzo di amministrazione del 2015 che poi, non essendo stati impiegati, sono diventati avanzo di amministrazione anche nel 2016. Però, l’avanzo vincolato può essere usato solo dopo l’approvazione del conto consuntivo dell’anno di riferimento. Ora, l’opera pubblica, appunto il mercatino, era ricompresa nel Piano triennale 2016-2018, all’annualità 2016, ma essendo slittata al 2017, doveva prima essere inserita nel Piano Triennale 2017-2019, all’annualità 2017, e per far questo non basta un semplice emendamento, che peraltro non riporta neanche il parere di regolarità contabile dei Revisori, ma solo un visto del dirigente del Settore Ragioneria, ma occorreva una variazione di bilancio, ma la giunta Alessandrini, con sorda ostinazione, ha fatto un semplice emendamento. In più i Revisori hanno sottolineato, nella loro risposta, che neanche il Dup, il Documento Unico di Programmazione, recava la previsione di realizzare quel mercatino e, come afferma il Collegio, ci dev’essere coerenza tra il Dup e le opere finanziate, approvate, appaltate e realizzate. Il Collegio dei Revisori – ha proseguito il Capogruppo Antonelli – ha dunque chiuso il proprio parere affermando che ‘la deliberazione assunta, riguardo gli aspetti contabili, comporta la riproposizione in Consiglio comunale, all’indomani dell’approvazione del rendiconto 2016’, ovvero la delibera approvata dovrà essere annullata in autotutela e potrà essere ripresentata in Consiglio comunale solo dopo l’approvazione del conto consuntivo, ossia solo dopo che saranno liberati e resi disponibili i fondi. Già ieri, come capigruppo, abbiamo scritto al sindaco Alessandrini, al Presidente del Consiglio Pagnanelli e al Segretario generale notificando il parere espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti e chiedendo loro di adeguarsi immediatamente a quel parere e di assumere gli atti conseguenti al parere rilasciato, ovvero procedere con l’annullamento in autotutela del deliberato e attendere il consuntivo, che credo arriverà in aula a giugno, per far ripartire l’iter del mercatino da zero. Ora attendiamo le determinazioni di sindaco, Presidente e Segretario generale, sperando di non dover ricorrere a Organi terzi, come la Corte dei Conti, per far rispettare le regole”. “Dal primo momento – ha proseguito il Capogruppo Testa – avevamo palesato le incongruenze dell’atto approvato, frutto di un’amministrazione di sinistra che, di concerto con alcuni dirigenti, spesso pensa che per poter raggiungere a tutti i costi i propri obiettivi possa adottare delle scorciatoie, e non riflette né sulle vere urgenze della città né sui divieti normativi che esistono, e questo per far piacere alla parte estrema della propria coalizione, senza preoccuparsi di prevaricare le regole dei decreti legislativi”. “Con la delibera sul mercatino etnico – ha detto il Capogruppo Masci – si consolida ulteriormente una tradizione di incapacità amministrativa della giunta Alessandrini che abbiamo sempre messo in evidenza e sempre lo faremo finchè si continueranno a emanare atti fuori dall’alveo della legittimità. La delibera approvata non ha mai avuto le gambe per camminare, oggi anche i Revisori dei Conti hanno dovuto confermare le incongruenze contabili gravissime presenti nell’atto e da questo momento per quel mercatino si profila un percorso fortemente accidentato”. “Continua a essere evidente come le decisioni apparentemente assunte dalla maggioranza Alessandrini – ha aggiunto il consigliere Seccia – vengano in realtà disposte da figure apicali che si muovono al di fuori del Palazzo comunale”.

 

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