Villette lager di Angelini: Ignazio Marino in aula

Villette lager di Angelini: Ignazio Marino in aula oggi a Chieti per deporre come testimone al processo a carico di Vincenzo Maria Angelini sulle strutture per psichiatrici.

Dopo varie citazioni andate a vuoto sulle quali  il senatore Marino, ex sindaco di Roma, ha fornito esaurienti motivazioni legate al suo stato, all’epoca, di persona sottoposta a scorta per una serie di minacce ricevute quando era alla guida del Campidoglio, questa mattina egli é giunto puntuale intorno alle 12.30 al tribunale del capoluogo teatino, come ultimo testimone della fase dibattimentale del processo in cui la Asl si é costituita parte civile. Ad attenderlo, oltre al presidente del collegio Geremia Spiniello, alla Pm Marika Ponziani,  alcune domande di Filippo Tucci legale degli Angelini, Vincenzo, la figlia Chiara e la moglie Annamaria Sollecito,  in merito alla relazione redatta a seguito dei suoi sopralluoghi nel 2009, in qualità di presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla sanità. Sulla scorta di dettagliati resoconti già effettuati in precedenza dai Nas di Pescara, Ignazio Marino si é soffermato in particolare sulla Ex Paolucci e sulle cosiddette “Villette”, struttura realizzata negli anni ’90 grazie a contributi regionali per 10 miliardi di vecchie lire. Nonostante fossero adibite a ricovero di pazienti psichiatrici, é stata accertata all’interno la presenza di numerosi degenti che nulla avevano a che fare con quel tipo di patologie, per lo più anziani, la maggior parte ultra settantenni, per un indebito arricchimento, secondo l’accusa, di circa 24 milioni di euro:

“Fummo particolarmente colpiti dalle condizioni in cui queste strutture erano ridotte. Alla Ex Paolucci, oltre alla fatiscenza, le condizioni igienico-sanitarie pessime, muffa ed umidità sulle pareti, la mancanza di energia elettrica in diverse stanze e bagni, c’era anche un ascensore d’ufficio e considerando la presenza, anche nei piani superiori, di pazienti, se fosse stato necessario trasferire d’urgenza uno di questi, sarebbero dovuto stare in piedi in ascensore. Ma la situazione peggiore la riscontrammo alle Villette, pavimenti appiccicosi per la presenza di urina e perfino la presenza di cani e gatti randagi, gli stessi dipendenti ci confidarono che non ne potevano più di lavorare in quelle condizioni.”

L’intervento della Commissione fu sollecitato dai sindacati, e si avvalse anche del supporto dello Psichiatra Ferro, che dispose il trasferimento di pazienti in strutture più idonee. Per Gli imputati, tra cui Vincenzo Maria Angelini, la figlia Chiara e la moglie Annamaria Sollecito, le accuse sono a vario titolo di abbandono d’incapace, esercizio di attività senza autorizzazione e truffa.

AGGIORNAMENTO : IN SERATA LA SENTENZA:  Condannati gli Angelini, clicca qui

 

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