Tortoreto: un sit in per Giulia Di Sabatino

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Tortoreto: un sit in per Giulia Di Sabatino é quello che faranno i suoi genitori e centinaia di amici il prossimo 22 giugno davanti al tribunale di Teramo.

La Procura sta per alzare ancora una volta bandiera bianca sulla misteriosa morte di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto caduta giù da un viadotto sull’A14 nella notte tra il 31 agosto ed il primo settembre del 2015. Il prossimo 22 giugno il giudice dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione dopo quasi due anni di indagini che non hanno portato a nulla. Secondo quanto accertato quella notte Giulia si é volontariamente lasciata cadere sul manto autostradale ed il suo corpo é stato poi dilaniato dal alcuni mezzi pesanti di passaggio. Ma chi la conosceva bene, principalmente i suoi genitori Meri e Luciano, non hanno mai creduto a questa ipotesi: Giulia stava vivendo un momento di assoluta serenità, aveva un lavoro che le piaceva e da lì a qualche giorno avrebbe raggiunto la sorella a Londra per una lunga vacanza. La Procura, per la verità, non ha mostrato superficialità nel condurre le indagini, almeno per quel che riguarda il primo magistrato, la Pm Irene Scordamaglia che, grazie al lavoro investigativo dei carabinieri, era giunta ad interessanti supposizioni. Poi il fascicolo é passato nelle mani di due Pm Davide Rosati e Enrica Medori i quali, evidentemente, a quelle supposizioni non hanno trovato riscontri tali da giungere a conclusioni di colpevolezza, ed é per questo che hanno gettato la spugna lo scorso marzo. ma c’é ancora una flebile speranza, perché ad una richiesta di archiviazione presentata dalla Procura un tribunale si può anche opporre, ed é questo che Luciano Di Sabatino e sua moglie Meri Koci sperano che avvenga il prossimo 22 giugno, quando si riunirà la Camera di Consiglio per decidere. I coniugi Di Sabatino, assistiti dall’avvocato Antonio Di Gaspare, chiedono che venga fatta maggiore chiarezza sulla posizione dei tre indagati e lanciano un appello a chi sa qualcosa in più su questa vicenda e che non ha fatto ancora  appieno i conti con la propria coscienza. L’ipotesi più probabile é che la povera Giulia sia stata indotta al suicidio, forse perché pesantemente minacciata, ma da chi? Dal giovane della Panda Rossa che pare abbia avuto un rapporto sessuale con lei quella sera ed é stato l’ultimo a vederla viva? Dal tizio che l’ha accompagnata per un tratto con la sua moto? O dall’uomo sul cui telefonino sono state trovate foto osé di Giulia e sul quale pende anche un’accusa di pedopornografia? La sensazione é che ci sia qualcuno, probabilmente molto vicino a Giulia, che sappia molto di più  di come siano andate le cose quella terribile sera, ma che a distanza di quasi due anni non abbia ancora trovato il coraggio di parlare. Da qui il disperato appello dei genitori di Giulia che, insieme ad un centinaio di persone, manifesteranno il prossimo 22 giugno davanti il tribunale di Teramo.

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