Torna in Abruzzo “schiaccia il dolore”

Torna anche il 14 ottobre in Abruzzo “Schiaccia il dolore” , l’iniziativa della Fondazione Isal per sostenere la ricerca e sconfiggere il dolore cronico.

260 mila abruzzesi sono affetti da dolore cronico, una patologia che può essere sconfitta grazie alla ricerca scientifica che sta facendo enormi passi avanti. L’OMS lo ha identificato come uno dei maggiori problemi mondiali di salute pubblica. In Italia la Fondazione ISAL ha contribuito al riconoscimento del dolore cronico come patologia e, dopo l’appuntamento del 7 ottobre, anche il 14 ottobre i volontari saranno in piazza in Abruzzo per raccogliere fondi nell’ambito della campagna ” Schiaccia il dolore” che ha visto coinvolte 100 città italiane. Delle 35 postazioni allestite da Isal in Abruzzo quella di Sulmona, a causa del maltempo, è slittata a sabato prossimo. Il vice presidente nazionale della Fondazione e presidente dell’associazione “Amici della fondazione Isal, il professor Gianvincenzo D’Andrea, spiega che quando il dolore si protrae per mesi, e perdura per anni, diventa cronico e rende insopportabile la vita di pazienti affetti da mal di schiena, emicrania, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, artrosi, nevralgie, esiti da traumi, herpes zoster ed altri disturbi e malattie.

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Il sogno di ISAL è la realizzazione in Italia del primo polo europeo dedicato alla ricerca e alla cura del dolore. Il  professor D’Andrea è abruzzese. Da sempre in prima linea nella cura del dolore cronico, l’ex primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Sulmona, già docente universitario, da qualche anno in pensione, consiglia di rivolgersi , per avere informazioni dettagliate , al numero verde 800 10 12 88 , dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13. I dati parlano chiaro: 200 milioni di persone nel mondo occidentale soffrono di dolore cronico persistente, il 22 %  degli italiani e 260 mila abruzzesi, il 10% delle persone necessita di cure per tutta la vita, ma 4 milioni gli italiani non hanno accesso a cure adeguate. Un quadro che fa riflettere come è stato ricordato anche durante  la giornata mondiale contro il dolore cronico celebrata lo scorso week-end. Un ruolo importante viene svolto dalla Fondazione ISAL, nata nel 1993, per volontà del professore William Raffaeli, con l’obiettivo di aiutare le persone che soffrono di dolore cronico e favorire la nascita e la divulgazione di una cultura specialistica nella cura del dolore. Per attuare questi propositi ISAL ha realizzato una scuola di formazione dedita all’educazione sanitaria per  creare una rete di medici esperti nel dolore, ed ha dato vita ad una rete di ricercatori indipendenti che cooperano per ampliare le conoscenze sul dolore cronico.

Ma cos’è Il dolore cronico?

è definito come il “dolore che si protrae oltre i tempi normali di guarigione di una lesione o di un’infiammazione, abitualmente 3-6 mesi, e che perdura per anni”. Il dolore cronico è stato riconosciuto come una vera e propria patologia in sé per le conseguenze invalidanti che comporta per la persona che ne soffre, dal punto di vista fisico, psichico e socio-relazionale; esso infatti compromette qualsiasi attività quotidiana generando depressione, senso di sfiducia e malessere. Mal di schiena, emicrania, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, artrosi, nevralgie, esiti da trauma, herpes zoster, sono solo alcuni nomi di malattie caratterizzate dalla presenza di dolore cronico che, se non viene diagnosticato e curato in modo adeguato, non abbandona più le persone che ne sono colpite e che devono viverne la sofferenza. Il dolore cronico interessa tutte le fasce d’età con una maggiore prevalenza nelle donne ed è stato riconosciuto come una delle cause principali di consultazione medica. Oggi la Legge n. 38/2010 permette ai cittadini di ricevere cure adeguate per il dolore cronico tramite il Servizio Sanitario Nazionale.

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