Terremoto Centro Italia: un cor in Abruzzo

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Un centro operativo regionale  in Abruzzo per interventi sul territorio ,dopo il sisma che il 24 agosto ha interessato il Centro Italia.

In conformita’ con quanto stabilito nella riunione di insediamento della Dicomac, verra’ istituito il Cor, Centro Operativo Regionale presso la sala operativa della Protezione civile della Regione Abruzzo articolato in funzioni di supporto e composto dal personale regionale, delle prefetture, degli enti locali e delle strutture operative regionali coinvolti dall’evento sismico del 24 agosto scorso che ha interessato il centro Italia. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale, nella seduta di questa mattina che si e’ svolta all’Aquila ed è stata presieduta dal Governatore Luciano D’Alfonso il quale ha anche comunicato che con Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 21 giugno 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 2016), e’ stata assegnata all’Abruzzo la somma di 10 milioni e 90 mila euro per interventi di prevenzione del rischio sismico. Nell’ambito del finanziamento statale, la Regione individuera’ la somma da destinare ai contributi per gli interventi strutturali degli edifici privati dandone comunicazione al Dipartimento nazionale di Protezione civile entro il termine di 45 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto.

Il presidente D’Alfonso ha spiegato che “La Giunta ha approvato un provvedimento relativo all’emergenza sisma che ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto scorso. Il Consiglio dei ministri ,nella riunione del 25 agosto scorso ,ha dichiarato lo stato di emergenza fino al centottantesimo giorno dalla data del 25 agosto. Inoltre, con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 24 e’ stato disposto il coinvolgimento delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza derivante dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province Rieti, Ascoli Piceno, Perugia e L’Aquila. Per tali ragioni, la Giunta regionale ha ritenuto opportuno prendere atto della partecipazione alle attivita’ emergenziali poste e da porre in essere attraverso l’impiego della colonna mobile regionale composta da materiali, mezzi, volontari e risorse umane della Protezione civile regionale”.

IL SOTTOSEGRETARIO MARIO MAZZOCCA INCONTRA I SINDACI DEI COMUNI INTERESSATI DALLO SCIAME SISMICO:

Intanto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo con delega alla Protezione Civile, Mario Mazzocca, ha incontrato i sindaci dei tre Comuni dell’Aquilano interessati dallo sciame sismico iniziato il 24 agosto: Massimiliano Giorgi (Montereale), Maurisio Pelosi (Capitignano) e Luigi Cannavicci (Campotosto). Nel corso della riunione, alla quale ha partecipato anche il presidente della Commissione regionale Ambiente e Territorio, Pierpaolo Pietrucci, e’ stata presa in considerazione una serie di criticita’ a partire dalle sedi comunali di Campotosto e Montereale che sono risultate inagibili, mentre l’agibilita’ di quella di Capitignano sara’ verificata nella giornata di oggi.

Il sottosegretario Mazzocca afferma che “Le operazioni di verifica di questi edifici pubblici e l’eventuale individuazione di location alternative sono della massima urgenza. Inoltre, la Regione Abruzzo ha il dovere di istituire, in uno di questi Comuni, il Centro Operativo (Com) per il coordinamento delle operazioni. I sindaci hanno la necessita’ di accostare alle verifiche che i tecnici faranno nei prossimi giorni sull’agibilita’ dei fabbricati, un ulteriore approfondimento sulla vulnerabilita’, ossia la valutazione della possibilita’ di subire danni al verificarsi di un evento sismico. Sono state inoltre individuate criticita’ legate alla infrastrutturazione viaria, al fine di prevenire ulteriori disagi che, con il ripetersi delle scosse, si potrebbero creare per gli spostamenti di persone e mezzi. In proposito, e’ stato presa in considerazione la possibilita’ di accelerare la realizzazione del bypass lungo la statale 271 per Leonessa (Rieti) e di appaltare i lavori che riguardano la statale 80 delle Capannelle, per la quale la Regione ha previsto uno stanziamento di 560.000 euro. Nei prossimi giorni il sottosegretario incontrera’ i sindaci dei Comuni del teramano danneggiati dal sisma: Valle Castellana, Rocca Santa Maria e Montorio al Vomano “.

LETTERA DI MIA CASA A D’ALFONSO:

Pio Rapagna’, coordinatore regionale di Mia Casa d’Abruzzoi chiede al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e al Consiglio regionale, di elaborare, approvare ed inviare alla Presidenza del consiglio dei ministri, un piano esecutivo di ‘intervento straordinario ed urgente’ per la messa in sicurezza del patrimonio residenziale pubblico di proprieta’ delle 5 Ater della Regione Abruzzo e dei Comuni dentro e fuori il ‘cratere.

In una nota Rapagnà scrive che ” Di fronte al drammatico riproporsi della necessita’ e urgenza della ‘messa in sicurezza sismica’ del patrimonio abitativo pubblico su tutto il territorio nazionale ad alto rischio, il Mia Casa d’Abruzzo, come ha fatto nei precedenti sette anni ormai trascorsi dal terremoto del 6 aprile 2009, chiede un ‘intervento straordinario ed urgente’ per la messa in sicurezza del patrimonio residenziale pubblico di proprieta’ delle 5 Ater della Regione Abruzzo e dei Comuni dentro e fuori il ‘cratere’. In particolare segnaliamo alle massime Istituzioni e di governo della Regione Abruzzo, e alla Presidenza del consiglio dei ministri, che uno studio sullo stato ‘di sicurezza antisismica’ di buona parte dei 23.850 alloggi pubblici e’ stato gia’ effettuato negli anni 1995-98 dalle societa’ ‘Collabora Engineering’ e ‘Abruzzo Engineering’ e che, a seguito delle ‘preoccupanti’ risultanze di tale studio e dello stesso convegno promosso dalla Federcasa nazionale, in collaborazione l’Azienda Regionale Edilizia Territoriale d’Abruzzo, svoltosi a Pescara il 14-15 luglio 2003 su ‘La sicurezza sismica dell’edilizia residenziale pubblica’, negli anni dal 2003 al 2006 venne effettuata una piu’ dettagliata verifica sul campo con sopralluoghi, certificazioni e ‘schede tecnico-anagrafiche’ di accompagnamento per ogni singolo alloggio pubblico con specificazione dei lavori da eseguire, le spese da affrontare, tempi e modalita’ di attuazione”. Cio’ nonostante – rileva Rapagna’ – nessun intervento di messa in sicurezza antisismica e’ stato effettuato sul patrimonio abitativo pubblico delle Ater e dei Comuni della nostra Regione, ne’ prima e ne’ dopo il terribile terremoto del 6 aprile 2009, per cui, con il ripetersi drammatico di questi giorni di un altro evento sismico catastrofico nell’Appennino Centrale e di scosse di ‘avvertimento’ anche in Abruzzo, e’ dovere del Mia Casa ripropone il problema della estrema vulnerabilita’ del nostro patrimonio abitativo pubblico, che impone a tutte le Istituzioni preposte scadenze ed impegni gravosi per l’adeguamento delle abitazioni pubbliche e private da un lato, e l’aggiornamento a nuovi metodi di calcolo delle strutture antisismiche dall’altro, tenendo conto dell’entita’ dei ‘nuovi rischi e delle misure di adeguamento sismico non ancora attuate, purtroppo, non solo per le abitazioni, ma neanche per le scuole, gli ospedali e gli edifici strategici ai fini della prevenzione e protezione civile. Gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica costruiti in zone a alto rischio sismico – rileva l’ex deputato – sono piu’ di 6.000, realizzati con qualita’ e resistenza molto vicini allo zero e mai messi a norma (come e’ stato dimostrato da quelli completamente distrutti a L’Aquila e nei comuni del cratere, classificati, rispettivamente, nelle categorie D, E ed F e nelle categorie A, B e C). Tali edifici residenziali pubblici, nella maggior parte realizzati in Comuni della provincia dell’Aquila e anche in zone classificate di prima categoria di rischio sismico, sono attualmente cosi’ distribuiti: 1.619 ad Avezzano e nella Marsica, 1.298 a Sulmona e nella Valle Peligna, 750 a Castel di Sangro e nella zona del Parco Nazionale, mentre negli altri territori della regione abruzzo essi si trovano: 715 in provincia di Teramo, 875 in provincia di Chieti e 358 in diversi Comuni ricompresi tra i Parchi della Maiella e del Gran Sasso Monti della Laga. In un tale contesto il Mia Casa ‘ricorda’ a chi lo avesse dimenticato o sottovalutato, che una parte delle abitazioni di edilizia pubblica e privata attualmente presenti su tutto il territorio regionale, hanno una ‘preoccupante’ vetusta’ storico-anagrafica, poiche’, esse sono state, temporalmente, cosi’ costruite: 73.619 prima del 1917; 47.413 dal 1919 al 1945; 49.445 dal 1946 al 1961; 52.113 dal 1962 al 1971; 51.715 dal 1972 al 1981; 34.434 dal 1981 al 1991. Tra l’altro, anche nella progettazione, realizzazione e riqualificazione degli edifici costruiti in zone sismiche dopo il 1991 (alcuni dei quali anche tragicamente crollati) non sono state sostanzialmente rispettate o applicate correttamente le norme di prevenzione antisismica e di sicurezza idro-geologica”.
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