Silvana Pica: Un suicidio imperfetto

Silvana Pica: Un suicidio imperfetto, a distanza di 4 anni dalla misteriosa scomparsa della traduttrice pescarese restano troppi i dubbi sul suo reale destino, per la Magistratura Silvana si é tolta la vita, ma numerosi elementi portano ad ipotizzare una storia completamente diversa.

Silvana scomparve la sera del 17 gennaio del 2012, l’ultima persona che la vide fu la ex suocera alla quale aveva chiesto asilo per una notte, aveva un labbro tumefatto e probabilmente qualcosa che la preoccupava. La donna soffriva di una forma di schizofrenia assolutamente incompatibile con il suicidio, tra l’altro in quel periodo era  serena perchè il lavoro andava bene e soprattutto perchè aveva recuperato il rapporto con suo figlio Lorenzo dopo anni difficili. Abitava in un appartamento in Viale Marconi insieme a due donne rumene, da poco aveva ricevuto una cospicua somma, circa 5000 euro di arretrati di alimenti dall’ex marito e li aveva presumibilmente riposti in un piccolo vano all’interno del cassone di un avvolgibile. Di quei soldi non si é saputo più nulla, così come di altri oggetti a lei cari, i familiari, in particolare suo figlio ed i suoi cognati Marcello Berghella e Rossella Zaffiri, hanno sempre temuto fosse vittima di piccoli ma reiterati furti, a confermare l’inquietante sospetto il ritrovamento di un biglietto tra le cose di Silvana. Tuttavia le indagini, seppure svolte con estremo zelo dai carabinieri supportati anche dall’attività di un investigatore privato, non convinsero mai i magistrati inquirenti che scaduti i termini chiesero l’archiviazione senza aver mai voluto approfondire il ruolo, nella vicenda, di alcuni personaggi come le sue due coinquiline rumene ad esempio:

“La Procura é giunta alle sue conclusioni – confida in una lunga intervista che andrà in onda questa sera nella puntata “In Cronaca” alle 20.25 il cognato Marcello Berghella – e noi ci siamo ormai rassegnati perchè siamo certi che Silvana non si é tolta la vita, non c’é un solo elemento che faccia pensare a questo, mentre ce ne sono molti altri che portano ad altre ipotesi mai adeguatamente approfondite da chi di dovere.”

Il servizio del Tg8:

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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