Sevel Atessa: La Fiom chiede nuove assunzioni

Sevel Atessa: La Fiom chiede nuove assunzioni alla luce degli aumenti di produttività che non possono essere fronteggiati con il ricorso sistematico alle ore straordinarie.

In una nota Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom Cgil, lamenta l’eccessivo ricorso dell’azienda agli straordinari stando alla visione del calendario dei sabati di lavoro da effettuarsi nel mese di aprile

“Dopo sedici mesi consecutivi di ricorso a turni  aggiuntivi di straordinario non si può continuare a sostenere che ci si trovi in presenza  di picchi di mercato del veicolo commerciale, per il Ducato, Jumper e Boxer,  siamo di fronte ad un trend positivo con una richiesta del mercato oramai consolidata e con una previsione che nel 2016 assorbirà circa  280.000 veicoli.  Detti  volumi – spiega Labbrozzi – non sono raggiungili con gli occupati attuali nonostante i continui aumenti di produttività attuati con le famose “ottimizzazioni” dei tempi di lavoro, gli inserimenti di fine 2015, di oltre 270 nuovi assunti con il Jobs Act, non portano di per se ad un aumento dell’impostato giornaliero perché sostituiscono per parte le uscite a vario titolo, pensionamenti, dimissioni e licenziamenti. A questo va aggiunto che una parte delle assunzioni è stata destinata a mansioni di supporto alla produzione. Inoltre la risposta data nel 2015 alle maggiori richieste di veicoli con il ricorso a tutte le 120 ore di straordinario previste dal CCSL, 15 giornate a testa di lavoro in più, non è riproponibile per il 2016 se non si vuole aggravare la condizione psicofisica di chi opera sulle linee. Il rischio di esposizioni a gravi patologie è alto, a questo va aggiunta la questione economica, penalizzante è lo straordinario per via dell’aumento della tassazione sul salario. È indispensabile che la dirigenza Sevel utilizzi la leva delle assunzioni per un numero consistente  di operai che sarebbe anche una risposta concreta alle esigenze occupazionali del territorio. Non si fa fabbrica se non si opera per l’incremento dei livelli occupazionali.”

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