Scomparsa Renata Rapposelli: attesa per l’autopsia

Scomparsa Renata Rapposelli: attesa per l’autopsia sul cadavere di donna trovato a Tolentino, ma anche sul Dna dal quale potrebbe arrivare la conferma ufficiale che quel corpo appartiene alla pittrice abruzzese.

In base agli elementi raccolti sembra manchi solo l’ufficialità per dare un nome al cadavere di donna rinvenuto in località Pianarucci di Tolentino, in aperta campagna alla base di un dirupo, e quel nome potrebbe, purtroppo, essere quello di Renata Rapposelli, la pittrice di origini teatine scomparsa il 9 ottobre dopo essere stata in visita a Giulianova dall’ex marito e dal figlio. Al di là della comprensibile cautela c’é, da parte degli inquirenti, la quasi certezza che quel cadavere sia quello di Renata e questo sulla base d’importanti riscontri: intanto l’abbigliamento molto simile a quello della donna il giorno della scomparsa, e poi alcuni dettagli come una ciocca di capelli biondo cenere e la croce francescana di legno al collo. Corrispondono anche i tempi di decomposizione che, da un primo e sommario esame cadaverico, farebbero risalire la morte ad un mese fa, esattamente come il tempo dal quale non si hanno più notizie di Renata. Il Dna del cadavere é stato immediatamente prelevato e posto in comparazione con il Dna di Renata, da qui si avrà la certezza, mentre il Pm della Procura di Macerata  Enrico Riccioni dovrebbe in giornata disporre l’autopsia che sarà quasi sicuramente affidata al medico legale Antonio Tombolini. Restano al momento due gli indagati, l’ex marito Giuseppe Santoleri ed il figlio Simone, ai quali però, dicono i loro avvocati, non é stata ancora inviata la notifica dell’autopsia, mentre sul fronte delle indagini gli inquirenti tengono in grande considerazione le dichiarazioni di una farmacista di Tortoreto che riferisce di aver visto Renata intorno alle 17.00 di quel 9 novembre all’interno della sua farmacia per comprare delle medicine. Un particolare che smentisce la versione fornita dal figlio Simone Santoleri ed ovviamente, contestata dai suoi legali i quali puntano sulla mancata tracciabilità della tessera sanitaria e sul fatto che questa testimonianza sia giunta soltanto dopo un mese dalla scomparsa della madre.   Infine c’é il discorso riguardante le procure competenti, al momento quelle coinvolte sono ben tre, quella di Ancona, città dove risiedeva Renata, quella di Teramo, visto che l’ex marito ed il figlio risiedono a Giulianova, e da sabato é entrata in scena anche quella di Macerata, visto che il cadavere é stato rinvenuto a Tolentino. Anche su questo aspetto molto diranno Dna ed autopsia.

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