Rifugio Pomilio: il paradiso perduto

Rifugio Pomilio: il paradiso perduto, una terrazza su un panorama straordinario, risorsa turistica unica nella nostra Regione penalizzata per una strada.

Scarsi 3 chilometri dallo Chalet “La Maielletta” ai 1888 metri del rifugio Pomilio, di cui nessuno, pare, se ne voglia occupare. Eppure da tutta Europa, ma anche da Canada e Argentina, ogni anno chiedono informazioni su come poter raggiungere questo luogo incantato, ma bastano condizioni climatiche avverse per isolare completamente questo angolo di paradiso che si può raggiungere solo e soltanto grazie ai soldi che ogni anno i gestori della struttura di proprietà del Cai di Chieti, devono tirare fuori. La ex SS 614, di proprietà della Provincia di Chieti, nel gennaio del 2003 é stata presa in gestione dal Parco Nazionale della Maiella che, a detta dei gestori del rifugio, non ha mai fatto nulla, anche perchè per quasi dieci anni il rifugio é rimasto chiuso. Nel 2015 é stato ristrutturato e riaperto con un investimento di quasi 300 mila euro, ma la strada é rimasta completamente abbandonata, poi lo scorso anno, visto quello che era accaduto in giro per l’Abruzzo, l’Ente Parco, con un documento datato 22 febbraio, ha deciso di rimettere nelle mani della Provincia le competenze e nonostante le varie sollecitazioni da parte anche della Regione, non solo l’amministrazione provinciale di Chieti non é mai intervenuta, ma, sempre a detta dei gestori, ha anche mostrato un inspiegabile ostracismo forse per interessi altrui:

“Al di là del danno sotto il profilo turistico – sottolinea Roberto D’Emilio gestore insieme alla moglie Carla e al figlio Francesco della struttura – c’é anche un problema di sicurezza, se, come già accaduto, qualche escursionista dovesse restare bloccato qui per qualsiasi ragione, ci sarebbero seri problemi per soccorrerlo.”

Vista la disattenzione delle istituzioni i D’Emilio sono stati costretti ad attivare una raccolta fondi per acquistare un battipista:

“Sono stati i nostri stessi clienti a chiedercelo – precisa Francesco D’Emilio – come possiamo aiutarvi? Ci hanno detto, e così é partita questa raccolta sui social, una quota simbolica dai 10 ai 60 euro per arrivare, si spera, ad una cifra che ci possa consentire di acquistare un battipista che costa sui 40 mila euro e risolvere una volta per tutte il problema.”

IL SERVIZIO DEL TG8: