Ricostruzione, gli ordini professionali incalzano

L’aria che tirava faceva facilmente presagire che il cambio della guardia alla guida dell’Ufficio Speciale della Ricostruzione fosse una cosa oramai imminente, in coincidenza con la scadenza del contratto, al 31 dicembre, dell’ingegnere Marcello D’Alberto.

Il presidente vicario Giovanni Lolli ha infatti affidato la guida dell’Usr a Vincenzo Rivera, aquilano 47enne, direttore generale della Regione Abruzzo, che sarà coadiuvato in qualità di subcommissari dai dirigenti regionali Giancarlo Misantoni e Antonio Iovino, rispettivamente del Genio Civile di Teramo e della Protezione civile dell’Aquila. L’argomento ricostruzione è stato al centro della nota inviata dall’Ordine degli architetti di Teramo, intitolata, significativamente, “2019: se la politica non ci ascolterà ci faremo sentire noi”.

“In queste settimane, e nelle prossime, abbiamo assistito, e assisteremo, a visite di leader politici, nazionali e locali, nei nostri territori, in vista delle elezioni regionali. Realtà del mondo del terzo settore, attività produttive industriali, artigianali e agricole, associazioni varie… tutto è buono per far vedere l’interesse del politico di turno per gli elettori, che siano singoli o rappresentanti di gruppi sociali, più o meno numerosi… Grande dimenticato, al solito, il mondo delle professioni tecniche, quel mondo al quale tutti, ma proprio tutti, chiedono sacrifici nelle emergenze, ormai costanti, pretendendo prestazioni gratuite, o quasi, salvo sminuire, se non disprezzare, il lavoro di pianificazione e progettazione, ritenuto secondario, anzi di impiccio, rispetto al fare. Al Consiglio di Stato pende ancora una causa tra Architetti e Ingegneri contro la Regione Abruzzo sui minimi tariffari; la ricostruzione non parte e molti cercano di incolpare i tecnici, frenati da norme e burocrazia incomprensibili; negli uffici degli Enti Pubblici (altri grandi dimenticati dalla politica) i tecnici vanno scomparendo, ed i pochi rimasti arrancano tra norme in continuo cambiamento e responsabilità crescenti. Insomma, del mondo delle professioni tecniche, autonome e pubbliche, non importa a nessuno, tanto con qualche incarico sottopagato si pensa, spesso a ragione, di zittire il tecnico polemico di turno, e gli Ordini Professionali sono visti, anche dagli stessi iscritti, come inutili. La conclusione della nota contiene un messaggio chiaro: «Abbiamo scritto ai parlamentari abruzzesi, eletti in Abruzzo, più volte… ci hanno risposto sempre, e solo, un paio di loro. Ora si torna al voto in Regione; se non volete ascoltarci voi, ci faremo sentire noi. Sereno 2019”.

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