Reddito di cittadinanza Abruzzo. Sms Inps: “Invio documenti o pagamento di ottobre sospeso”

Chi non integra la documentazione che viene richiesta dall’Inps, via sms, vedrà il Reddito di cittadinanza sospeso. Il direttore vicario dell’Inps Abruzzo Alessandro Romano spiega cosa fare per non perdere il sussidio.

Sussidio sospeso se non si integra, entro il prossimo 21 ottobre, la documentazione sulla comunicazione inviata a chi percepisce il Reddito o la Pensione di cittadinanza. La richiesta riguarda le prime domande di reddito che sono state presentate all’Inps, a partire dal 6 marzo del 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato il 2 aprile a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione del Decreto Legge istitutivo.

“A rischio circa mezzo milione di beneficiari italiani mentre in Abruzzo, su 20 mila domande presentate, sarebbero quasi 16 mila le persone interessate” afferma il direttore vicario dell’Inps Abruzzo Alessandro Romano il quale spiega cosa fare per non perdere il sussidio anche se già in molti, da quanto è possibile verificare attraverso la piattaforma telematica, si stanno mettendo in regola.

Il direttore Romano spiega che “Venerdì 4 ottobre sono stati inviati 519.586 sms per avvisare i percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza (Rdc/Pdc) che hanno presentato la domanda nel mese di marzo della possibilità di integrare la domanda collegandosi al link https://serviziweb2.inps.it/RedditoCittadinanza/autocertificazione. Nella sola giornata di venerdì sono pervenute 114.352 integrazioni.

Si rammenta che le prime domande di reddito o pensione di cittadinanza sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato successivamente cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione (L. 26 del 2019) del Decreto Legge istitutivo (D. L. 4 del 2019).

La Legge di conversione ha pertanto previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta. Le domande presentate a marzo 2019 e accolte sono state conseguentemente poste in pagamento fino a settembre 2019.

Da ottobre 2019 occorre però allineare il contenuto delle dichiarazioni rese da chi ha presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto dalla Legge di conversione.
Gli interessati sono stati avvertiti di questa possibilità tramite i recapiti sms o e-mail da loro indicati nella domanda (v. messaggio Inps n.3568 del 2/10/2019).

I nuclei familiari interessati potranno integrare le dichiarazioni di responsabilità presentate in domanda (e prendere atto delle informative aggiornate) collegandosi al link sopra riportato, per il quale non è richiesto il PIN e che è anche indicato nel messaggio loro inviato.

Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo. Solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre, però, sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

Si coglie l’occasione per chiarire che, diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa, le domande di Rdc/Pdc accolte al 30 settembre sono 976.852 e che gli sms vengono inviati dall’Inps non per sollecitare nuove domande, ma con le modalità sopra indicate per consentire a chi aveva già presentato domanda a marzo di integrarla ai sensi della nuova normativa e, permanendo il diritto, non subire la sospensione dell’erogazione della prestazione”.

Reddito di cittadinanza: la situazione in Italia.

Reddito di cittadinanza a rischio per circa mezzo milione di beneficiari italiani che hanno presentato la domanda nel mese di marzo e non provvedono ad integrarla. L’avviso arriva dall’Inps su una specifica pagina del sito dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale dove si potrà presentare la documentazione aggiuntiva.

Se non si provvede entro il 21 la mensilità di ottobre non verrà erogata e la prestazione resterà sospesa. Nel dettaglio, l’Inps ha inviato venerdì 519.586 sms per avvisare i percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza che hanno presentato la domanda a marzo della possibilità di integrare la domanda. Nella sola giornata di venerdì sono arrivate 114.352 integrazioni.

Il sussidio in caso di mancata integrazione resterà sospeso sino all’acquisizione della dichiarazione. Le prime domande di reddito sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di conversione (n. 26 del 2019) del decreto Legge istitutivo.

La Legge di conversione ha previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta.

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